Squid Games

09/10/2021


Falsa riga, molto più allungata, della trilogia di Hunger Games. Sostanzialmente il messaggio trainante di fondo di Squid Games è: facciamo la guerra tra i poveri, tanto, anche se ne muore qualcuno, non sussiste differenza . Ma andiamo con ordine e mettiamo in riga i principali motivi che destano qualche riflessione, se non sospetto.

Punto primo: la storia. Facciamo un piccolo recap in pillole: Netflix non ha prodotto quella serie tv per anni perché non la reputava all’altezza dei propri KPIs (metriche per definire se una serie tv\film avrà successo o meno), non aveva una storia avvincente, non prometteva di sbaragliare; poi ad un certo punto, per qualche stravagante motivo, viene lanciata, con enorme quantità di pregiudizi da parte dei dirigenti, per altrettanti motivi piace, boom, super vendita e quindi, se è una super vendita, è successo. – First Red Flag.

Punto secondo: la durata. Ho visto interamente la prima serie, ma non nascondo che ho saltato pezzi qua e là perché erano la riproposizione, senza troppa aggiunta di cambiamento contestuale, dei punti salienti che distinguevano fabula e intreccio: poveracci che decidono di giocare perché senza altre valide alternative, gioco al massacro, giochi con dettagli cruenti sempre più stimolanti, compaiono le varie differenze personali dei personaggi, ad una certa il numero dei personaggi si restringe tanto che si rimane a due, vincita, focus sul vincitore, piglio per la seconda serie, buio. Non noto differenze tra Hunger Games o Saw, tranne per la durata. Se nella trilogia almeno si spezzava il film e quindi si creava reale attesa, in Saw già dal II film era già calato tutto. – Second Red Flag.

Terzo punto: capacità recitativa. Parliamoci in maniera molto pragmatica: se un pubblico, quello italiano, lo abitui ad un tipo di recitazione “occidentale”, ovvero che tutto quello che vede è prodotto, registrato, interpretato da persone occidentali, è estremamente difficile trasmettere la qualità del prodotto quando si cambiano letteralmente i connotati agli interpreti. Molto umilmente mi rendo conto di non saper giudicare, non avendole mai viste, le capacità recitative di un attore cinese, giapponese o asiatico anche per il semplice fatto che hanno movenze, volti, espressioni a me totalmente sconosciute. Chi ha viaggiato all’estero (quello vero) anche poco capirà.
Questo effetto, che banalmente lo si può associare al disorientamento, produce nel mondo dell’entertainment una pura, chiara, definita emozione: noia. Da qui il motivo di alcuni salti nella visione (trama discutibile aggiunta a capacità recitativa estranea ai miei concetti). – Half Red Flag.

    Quarto punto: la trama. Al di là della bassezza con la quale vengono trattate le sfumature sentimentali umane, c’è da riflettere sul perché l’idea di vedere gente che muore per vincere soldi attrae così tanto vastità di pubblico differente. Anche nella stessa serie c’è un pubblico: i ricchi personaggi animaleschi che pagano per vedere morire la gente. C’è sempre l’escamotage: per loro la scommessa, per noi l’intrattenimento. Ma siamo davvero sicuri che una trama di questo genere, dove viene evidenziata la completa sostituibilità dell’uomo nella società, sia quantomeno accettabile?
Altra riflessione: vengono proposti sostanzialmente come “vincenti” i ricchi e facoltosi signori scommettitori di fronte alla mattanza trasmessa su plasma. Lo stesso personaggio lo afferma: “Sono qui perché da casa, nonostante la tv sia bella grossa è meglio dal vivo”. È questo un modello da imitare?
Ultima riflessione: i partecipanti vengono letteralmente accalappiati ai margini della società, questo non è un campanello d’allarme abbastanza vivo? Perché pescare la gente ai margini? Perché, se tutto è lecito, non pescarla dalla normale società. Che differenza ci sarebbe? O è forse solo questione di tempo? Questa scelta, di usare i poveri come carne da macello, permette l’emersione di un sospetto: ma non è che questi poveri non hanno una stabilità psicologica tale, confrontata con quelli “benestanti” della società, tale per cui accetterebbero di uccidere perfino la madre in cambio di qualche spicciolo?
Beh, un gran bel messaggio. – Third Red Flag.

Voto 3.5

Francesco Cantů