Arsenico e vecchi merletti

16/01/2020

Siete mai andati a teatro? Sia che l’abbiate fatto più o meno regolarmente, vi consiglio vivamente lo spettacolo “Arsenico e vecchi merletti”, di Joseph Kesselring, in scena al Quirino fino al 19 gennaio, per la regia di Geppy Gleijeses, con due splendide ed eccezionali protagoniste “classe 1934” (!), Giulia Lazzarini e Anna Maria Guarnieri, nel ruolo delle anziane protagoniste, le sorelle Brewster, della riuscitissima commedia da cui fu tratto l'omonimo film di Frank Capra, che vide all'opera uno straordinario Cary Grant nella parte di Mortimer, il nipote saggio e buono. La storia, che viaggia sulle corde di una comicità paradossale e irresistibile, parla di due deliziose vecchiette, serial killer del tutto inconsapevoli della proibizione evangelica, che si attivano per eliminare fisicamente (grazie a un ottimo bicchierino di rosolio miscelato a un “pizzico” di arsenico, stricnina e di curaro) anziani infelici, senza affetti e famiglia che si trovavano a bussare alla loro porta per chiedere una stanza in affitto. In quella casa borghese così perbene, regna una follia giocosa e mortale. Le due anziane infatti ospitano il nipote Teddy con problemi psichiatrici che si crede un grande condottiero americano (il Gen. Lee), noto al vicinato per la pessima abitudine di suonare la tromba anche nelle ore più tarde della sera, salendo di corsa le scale che portano al piano superiore.

È lui, tra l’altro, che richiesto dalle zie di seppellire le persone uccise da immaginari “cecchini” scava trincee in cantina per accogliere le spoglie mortali dei defunti soppressi dalle.. amorevoli cure di Marta e Abby, che ogni volta si preoccupano di accompagnare le salme con un dovizioso rito funebre metodista! Ovviamente, trattandosi di più geni malati trasmessi alla discendenza dagli antenati della famiglia Brewster, oltre Mortimer fratello di Teddy, ricompare un giorno a sorpresa anche il fratello pluriassassino Jonathan scortato da un pavidissimo chirurgo plastico tedesco, il Dr. Einstein, ubriacone e pasticcione, che gli ha rifatto di recente il volto trasformandolo in un sorta di Creatura di Frankenstein. Tutto ruota attorno a un grande baule rettangolare, inerte protagonista della farsa, dove passano a rotazione due cadaveri, vittime rispettivamente delle anziane e del loro nipote criminale ricercato dalle polizie di mezzo mondo. Lo spettacolo è una felice rappresentazione della schizofrenia innocente della terza età cui fanno da contrappeso, nella fattispecie, la follia omicida paranoica di Jonathan e l’assoluta normalità di Mortimer, fidanzato innamorato di Giulia, figlia di un pastore metodista, vicino della famiglia Brewster la cui casa a sua volta confina con l’adiacente cimitero! Ma sono i gesti della Lazzarini, il suo modo di muoversi sulla scena, la scelta dei tempi della recitazione praticamente perfetti a sostenere i ritmi sostenuti di uno spettacolo che sorprende e commuove.

Anche qui, non manca il teatro di complessità due, essendo Mortimer un critico teatrale e costretto a recitare la parte vera della vittima, legato alla sedia per essere squartato da Jonathan e dal dottore pazzo Einstein, mentre irrompe sulla scena un poliziotto aspirante autore che tortura Mortimer con una sua pièce ancora da scrivere in cui, per l'appunto, tutto si svolge esattamente nei termini del tentato assassinio da parte del fratello criminale. Difficile, anzi impossibile, condannare moralmente e tanto meno penalmente le due anziane aspiranti assistenti all'eutanasia forzata, talmente travolgente e umana è la forza della loro spontaneità di ree inconsapevoli che, volendo fare del bene ai depressi, mettono termine con grande cura, compassione e amore alla loro sofferta vita terrena. Sono ben altri, come Jonathan a voler sfidare per puro narcisismo statistico il loro "record" di persone soppresse, sentendosi padroni della vita e della morte come se fossero dei semidei. Marta e Abby, invece, rappresentano, come ritiene anche Mortimer che adora giustamente le zie, una sorta di angeli con la missione sbagliata che possono benissimo accompagnare Teddy nel manicomio criminale, a meno di esilaranti sorprese dell'ultima ora.

Maurizio Bonanni