Basta avere l’Ombrela – Viaggio nella canzone milanese
05/09/2026

Siamo nella Corte del Teatro degli Angeli, proprio a due passi da Porta Romana, dove pulsa il cuore milanese. E chiudere questa sera tutta dedicata a Milano con Porta Romana bella, cantata in coro col pubblico, è quasi d’obbligo. Un viaggio, un racconto della canzone milanese, partendo dalle origini e i canti da osteria e attraversando gli anni del boom, con molti classici e anche alcune riscoperte che possiamo considerare delle vere perle.
A proporcelo, in questa sera ancora calda di inizio settembre, sono il giovanissimo Enea Barzaghi, la cui somiglianza vocale con Enzo Jannacci è addirittura impressionante, a volte par quasi di risentirlo, Elio Biffi, noto al grande pubblico per i Pinguini Tattici Nucleari (tastiere, fisarmonica e voce) ma anche per la collaborazione con I Mercanti di Liquore e la realizzazione di lezioni concerto su Fabrizio De André e letture di Borges, e Michele Del Lago, la voce narrante di questo excursus. Tre bergamaschi in trasferta a Milano, dove (si spera) c’è ancora chi ne parla il dialetto e ricorda la scighera e le case a ringhera, per farcela conoscere meglio attraverso le parole e la musica di chi l’ha cantata. Questa Milano che cambia in fretta e cambiava e cresceva già allora, negli Anni Sessanta.

Dopo l’immancabile inno O mia bela Madunina, parte Elio Biffi con la sua fisarmonica per un mix di canzoni da osteria, seguono due grandi classici di Enzo Jannacci, El portava i scarp de tennis e Andava a Rogoredo. Perché la Milano vibrante di quegli anni, la Milano del Derby, era anche straordinariamente vicina a figure emarginate, e cantava anche la malavita, come dimostrano i due pezzi seguenti, le quasi sconosciute El Barbun del Navili e La Povera Rosetta, canzone popolare della Ligera.
Una malavita cantata non solo tragicamente, ma anche in chiave ironica come il divertente Faceva il Palo (nella banda dell’Ortica), sempre di Jannacci. E si apre qui la parte più esilarante dello spettacolo, con un’ampia parentesi dedicata a Walter Valdi, con l’immancabile Vacaputanga acclamata nei bis.
Enea Barzaghi e Elio Biffi si alternano nei brani e con divertenti controscene, mentre Michele Del Lago, alla chitarra, guida nel viaggio. Si chiude con Basta avere l’Ombrela, che dà il titolo allo spettacolo, ma il pubblico ormai è esaltato e richiede i bis.
Gabriella Aguzzi