Il Bosco dei Sogni

23/09/2026

Shakespeare, come ben sappiamo, può essere visto da più e più angolazioni, scoprendolo sempre nuovo. Pier Vittorio Mannucci, che non è nuovo alle rivisitazioni shakespeariane (si pensi a House Macbeth) con Il Bosco dei Sogni sceglie di esplorare Sogno di una notte di mezza estate immergendo gli spettatori direttamente nel bosco e nella sua magia. E di esplorare proprio si tratta perché tra un sentiero e l’altro si va alla ricerca dei personaggi che lo vivono.
Con la bella e suggestiva regia di Gledis Cinque e nella cornice tutta particolare del CasciNet, un vero bosco inaspettato alle porte di Milano, i sentieri si animano di lanterne, sicché sono gli spettatori stessi vagando a creare una scenografia. Con una maschera in volto che li rende invisibili ai protagonisti della storia, si calano man mano nel Sogno, inseguendo voci, sussurri, ombre, musiche e canti. Si è liberi di scegliere il percorso, inoltrandosi all’inseguimento di un personaggio o una vicenda, o restando in attesa di ciò che si anima attorno a noi, o semplicemente restando attratti da voci e grida e scoprendo che cosa accade.

D’altronde la vicenda stessa di Sogno di una notte di mezza estate si muove su più livelli: ci sono gli attori che devono inscenare uno spettacolo (e Shakespeare amava il “teatro nel teatro”, come in Amleto, e qui, con la sua buffa compagnia scalcinata, dà una connotazione farsesca a ciò che altrove sarebbe un dramma), le creature fatate del bosco (che la regia veste di lumini facendoli apparire e scomparire nell’oscurità degli alberi) e le due coppie di innamorati vittime dei loro incantesimi e dei loro capricci.Si incontra così un doppio Puck, creature della natura che la regia dipinge un po' selvagge e primordiali, alle prese con le loro burle dispettose o i loro errori maldestri che portano scompiglio tra gli amanti e in un'altra radura si incontrano gli amanti stessi, intrecciati per sotilegio in amori sbagliati. Le tre vicende dunque si intrecciano e gli spettatori, in questo riuscito e affascinante esperimento di spettacolo teatrale immersivo nella natura, segue ora una ora l’altra, ricostruendole poi a puzzle, con una meccanica molto simile al gioco di ruolo dal vivo. Per convogliare infine nello spiazzo in cui Bottom, reduce dal sogno che lo aveva tramutato in asino tra le braccia della Regina delle Fate Titania, e gli altri attori si esibiscono alla fine nel loro spettacolo. 
Tutti sono stati vittime del Sogno e forse anche noi, che sotto una vera luna lo abbiamo vissuto in una notte di fine estate. 
Per chi ne sia rimasto incuriosito ci sarà una nuova replica, il 30 settembre alle 19.30, sempre inserito nel programma di Milano è viva. 

Il bosco dei sogni
Da “Sogno di una notte di mezza estate” di W. Shakespeare
Traduzione e adattamento: Pier Vittorio Mannucci
Regia: Gledis Cinque
Cast: Davide Benaglia, Rachele Bonini, Gledis Cinque, Eleonora Cicconi, Flavia Comi, Michele Correra, Erica Del Bianco, Diego Delfino, Giorgia Masseroni, Viola Falqui Massidda, Diego Finazzi, Marica Pace, Claudio, Pellegrini, Andrea Pellizzoni, Federico Rubino, Nick Russo, Gabriele Spataro, Edoardo Spina
Consulenza alla regia: Pier Vittorio Mannucci
Assistenti alla regia e understudy: Marica Pace, Edoardo Spina
Lighting design: Alessandro Barbieri
Paesaggi sonori: Pier Giulio Mannocci
Costumi e scenografie: Gli Spaccanapoli
Allestimento scenico: Antonio Mele, Antonio Boi, Claudio Olivares
Supporto alla sartoria: Cecilia Ferrero
Organizzazione: Sara di Giacinto
Accessibilità: Associazione Fedora
Produzione: PaT - Passi Teatrali, in collaborazione con CasciNet 
Informazioni sull’evento e sull’accessibilità: info@passiteatrali.org
Ingresso consentito a solo cinquantacinque spettatori per replica.

Foto di Davide Aiello

Gabriella Aguzzi