La Scimmia

27/03/2024

Quando compose Una relazione per un’Accademia nel 1917, Kafka aveva concepito il suo racconto come un monologo immaginario indirizzato da un primate agli stimati membri di quell’Accademia. Entrando via via nei particolari, sviscerava dapprima la vera natura della scimmia, contrapponendola per poi fonderla con quella dell’uomo.

Forse per questo, vedendo rappresentata sul palco La scimmia di Giuliana Musso, da lei stessa magistralmente interpretata, ritornano alla mente Tarzan delle scimmie di E.R. Burroughs (per quanto in quel caso era l’uomo a imitare la scimmia), e ancora meglio Metamorphosis, la pièce tratta anch’essa da Kafka, portata in scena a Londra negli anni Settanta da Stephen Berkoff.

Continuando nei paragoni, Metamorphosis allora e La scimmia oggi sono accomunati da una scenografia spoglia quanto essenziale, dove echi espressionisti (l’ambientazione è quella dei primi decenni del 20° secolo) non mancano di lasciare un’impronta ispirata in entrambi i casi al geometrismo delle forme. La differenza, sostanziale, è che la performance di Musso parte da un testo assai meno angosciante della «Metamorfosi», per di più vivacizzato da una dimensione cabarettistica.

Nell’allestimento visto recentemente a Venezia per la rassegna YouTHeater. Al Teatro del Parco, Giuliana Musso nei panni della Scimmia si è divertita a esternare un improbabile elenco di confessioni intime condite da compiaciuti racconti di sbronze e di sconcezze varie. Così come sono risultati di sicuro effetto nell’economia dello spettacolo i ripetuti cambi di tono e gli ammiccamenti con cui ha saputo coinvolgere il pubblico rendendolo complice. Perfino quando in platea il trillo di un cellulare rischiava di distoglierne la concentrazione, con ironia e leggerezza Musso è riuscita a trasformare l’incidente in una piccola gag dentro la pièce, quasi fosse parte della trama.

Cosa si dovrebbe pensare insomma di questa Scimmia che in soli cinque anni ha imparato a bere e a fumare, assumendo sempre più le fattezze di un essere umano, a camminare come un essere umano, a diventare il manager di sé stessa? Ma che soprattutto, proprio come un essere umano, dopo aver saziato le sue pulsioni sessuali con una piccola scimpanzè semi-addomesticata, ha la sfrontatezza di ammettere: – me la spasso alla maniera delle scimmie. Di giorno però non la voglio vedere; ha negli occhi la follia dell’animale addestrato e confuso; solo io lo vedo e non riesco a sopportarlo.–

Per dirla con Giuliana Musso:

La scimmia è il corpo che vive, sente e quindi pensa.

È l’animale pienamente umano.

La scimmia siamo noi.

LA SCIMMIA

testo di Giuliana Musso

liberamente ispirato a Una Relazione per un’Accademia di Franz Kafka

traduzione e consulenza drammaturgica di Monica Capuani

musiche di Giovanna Pezzetta

movimento a cura di Marta Bevilacqua

assistente alla regia Eva Geatti

direzione tecnica Claudio Parrino

costumi Emmanuela Cossar

trucco Alessandra Santanera

produzione musicale Leo Virgili

costruzione elementi scenici Michele Bazzana

assistente alla produzione Miriam Paschini

foto Adriano Ferrara, Manuela Pellegrini

produzione La Corte Ospitale – coproduzione Operaestate Festival Veneto – con il sostegno del Teatro Comunale Città di Vicenza


Severino Faccin