Non ci resta che ridere con i Legnanesi al Teatro della Luna

06/01/2020

È una grande festa, un rito teatrale dal sapore magico, che mette d'accordo attori e pubblico e si ripete ogni anno con protagonisti i Legnanesi. Il nuovo spettacolo con titolo Non ci resta che ridere, ora a Milano/Assago al Teatro della Luna fino all’8 marzo 2020, si ispira chiaramente al film con Massimo Troisi e Roberto Benigni e come questo utilizza il viaggio nel tempo come pretesto narrativo. Questo si innesta su uno schema alla Legnanesi, che al pubblico piace sempre ritrovare, fatto di luci, colori, grandi costumi pieni di sfarzo in una scenografia altrettanto d’effetto, quarta parete che cade spesso, evidenti improvvisazioni e battute che si susseguono a raffica, con la Teresa (Antonio Provasio) in perenne lotta, tutta da ridere, con il Giovanni (Lorenzo Cordara) e la Mabilia (Enrico Dalceri) con grandi aspirazioni artistiche. Questo nuovo spettacolo però introduce delle variazioni, pur giocando sempre sullo schema collaudato, perché in apertura di sipario non ci troviamo nel cortile, ma vediamo 12 attori in smoking. Il cortile ritorna all'inizio del secondo atto, ma in una versione completamente inedita, con ambientazione nel 1918, grazie a quella macchina del tempo. Qui la Teresa infermiera si ritrova in un ospedale da campo ad assistere i nonni di quei protagonisti che ormai ben conosciamo, tra cui i nonni del Giovanni e (come smentirsi?) spera che quello che è destinato a essere il nonno muoia, perché Giovanni non possa nascere. Come siamo arrivati a questo? Abbiamo visto la Mabilia al Louvre davanti alla Gioconda, dapprima attribuita a Picasso (!). C'è una maledizione sulla Gioconda, dice la Mabilia, che tocca chi la ruba, così Teresa induce Giovanni al furto. Si ritrovano catapultati davanti a Leonardo nella sua epoca, con tanti equivoci, scambi di identità, giochi di parole, invenzioni attuali, come il cellulare, con cui stupire Leonardo e il suo pupillo Salaì (vero nome Caprotti: le battute naturalmente ci sono).
Parigi ritorna, occasione per un grande momento spettacolare con una Torre Eiffel che troneggia alle spalle dei boys, ballerine di cancan, grandi luci, costumi coloratissimi, blu, bianchi, rossi, la Mabilia con sontuosi costumi di grande effetto. Come di grande effetto è il momento con cui riprende lo spettacolo, con la Mabilia impegnata a cantare “Mamma”, che Enrico Dalceri dedica veramente alla sua mamma.
L’altra novità, di cui ormai già molto si è detto, è l’attore che per la prima volta veste i panni del Giovanni: è Lorenzo Cordara, che nella scena a Parigi vediamo anche in smoking. Non sono invece una novità la lunga tenitura e il teatro che li ospita, come una casa: sulla sinistra all’esterno del Teatro della Luna è stato ricostruito un angolo del cortile, mentre nel foyer troneggiano le foto della Mabilia, Teresa, Giovanni, i personaggi che festeggiano i 70 anni sul palcoscenico. Ugualmente non sorprende l’invito a non badare agli odiatori e invece puntare su affetti e vita reale piuttosto che virtuale.
Inutile cercare una inattaccabile drammaturgia nello spettacolo e nemmeno riferimenti storicamente inoppugnabili: questo è un grande spettacolo da vivere come una festa, come un momento teatrale di cui si sentirebbe la mancanza, perché è bello poter vivere una serata di allegria, spensieratezza, sfarzo, divertimento, comunque sempre di qualità.

I Legnanesi - Non ci resta che ridere
Con Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Lorenzo Cordara
Testi Antonio Provasio, Mitia Del Brocco - Scenografie e Costumi Enrico Dalceri - Musiche Enrico Dalceri, Arnaldo Ciato - Coreografie Valentina Bordi - Direttore Artistico Sandra Musazzi - Direttore di Produzione Enrico Barlocco - Una produzione Chi.Te.Ma.
Regia Antonio Provasio
A Milano/Assago al Teatro della Luna dal 31 dicembre 2019 all’8 marzo 2020

Valeria Prina