Riva De André - Amici Fragili

02/12/2022

Una cabina telefonica rossa da un lato, dall’altro una cabina blu. Rossoblu, i colori del Genoa, la squadra amata da Fabrizio de André, e i colori del Cagliari, la squadra di Gigi Riva. Una cabina telefonica da cui, secondo un episodio accaduto in Giappone, si può comunicare coi morti e dir loro le cose non dette e in cui, all’inizio di questo lungo monologo, immaginiamo Riva entrare e parlare a De André una seconda volta, al di là di quell’unico loro incontro avvenuto nel ‘69, tra silenzi, whisky e sigarette. Ed è subito poesia.

Federico Buffa, grande affabulatore e narratore del Calcio, racconta, assieme a Marco Caronna, regista dello spettacolo, coautore del testo e in scena a dare voce ad alcuni celebri brani di De Andrè, questi due “amici fragili”, due vagabondi così diversi tra loro eppure uniti da tante cose, l’amore per il calcio e per la musica e per quella terra aspra e baciata dal mare che è la Sardegna, una seconda patria per entrambi. Quella Sardegna col campo di calcio ancora in terra battuta su cui Riva portò il Cagliari dalla Serie B allo Scudetto. Così in un flusso a ruota libera che si muove avanti e indietro nel tempo si succedono senza sosta curiosità e aneddoti calcistici - De Andrè nato nell’ultima notte in cui il Genoa fu in testa alla classifica, lo storico allenatore William Garbutt dopo il quale gli allenatori vengono chiamati con l’appellativo di Mister, Pato Aguilera che esultava sul campo prima di tornare agli arresti, le corse in auto di Riva e Boninsegna - e momenti di malinconia e rimpianto, si accendono luci e disegnano sfondi, si parla dell’amore profondo che lega un uomo a una squadra. “Non ho mai scritto una canzone per il Genoa perché per scrivere devi essere distaccato, e io col Genoa sono troppo coinvolto” diceva Fabrizio De André che volle portarsi nella tomba quella sciarpa, assieme a un drappo del colore del mare.

Lo spettacolo, andato in scena al Teatro Manzoni di Milano in una serata ricca di applausi, proseguirà in tour nel 2023 toccando Genova come ultima tappa. E l’apparentemente audace accostamento tra questi due personaggi trova una girandola di punti in comune e ricordi. Si parla di Gigi Meroni e Luigi Tenco e si ascolta la splendida Preghiera in Gennaio che De André scrisse al ritorno dal suo funerale, si evoca Brassins di cui De Andrè fu traduttore e insieme i risultati calcistici della nostra Nazionale e dell’Europeo in cui Riva la portò alla vittoria. Di quel tiro in porta che Rombo di Tuono (“un soprannome degno di un Cheyenne”) lancia col suo sinistro magico per tutto il popolo sardo “come una freccia in cielo per farlo respirare”,  mentre esplodono le note di Fiume Sand Creek. 

Gabriella Aguzzi