Anna Bonaiuto: la carriera a teatro (con le parentesi del cinema)

03/07/2024

Anna Bonaiuto è una delle più intense protagoniste del teatro nazionale ma è chiamata spesso al cinema per interpretare ruoli di grande intensità attoriale. L'abbiamo incontrata al 74. Italia Film Fedic a Montecatini Terme dove ha ricevuto il Premio alla carriera.

Anna, ha lavorato a teatro con importanti registi come Mario Missiroli, Luca Ronconi, Mario Martone, Carlo Cecchi, Toni Servillo. Cosa ha imparato dai diversi direttori?

Ogni regista che ho incontrato mi ha insegnato qualcosa. Ho messo insieme una serie di informazioni, rubando da tutti. 

Ci parli del cinema Anni Settanta...

Lo facevo nel tempo libero, erano delle commediacce orribili. Non sono una moralista piccolo borghese: uno mette il talento a servizio. Ne conservo qualche ricordo.

Negli anni 80 ha lavora molto a teatro con Carlo Cecchi. 

È stata una scelta precisa. Avevo mollato momentaneamente alcuni ruoli, quando un attore sceglie i ruoli... per concentrarmi su Cechov, Strindberg, Molière. 

Negli Anni 90 è avvenuto l'incontro con Mario Martone, un incontro importante...

Ero a tetro per il Woyzech. "Tu devi fare il cinema - mi disse - sei più adatta". La sceneggiatura era di Fabrizia Ramondino e sua: racconta la storia della città di Napoli. Con Carlo cecchi si fece la storia di questo matematico, una storia che andò a Venezia e vinse.

Poi ha lavorato nel film tratto dall'opera prima di Elena Ferrante.

L'amore molesto è un film sociale, interpretato da attori non famosi, con facce non consumate. 

Arrivano gli Anni 90 e Massimo Troisi... 

Mario Martone ha dedicato un documentario a Troisi. Lo abbiamo anche festeggiato di recente a San Giorgio a Cremano (a trent'anni dalla scomparsa, ndr). Sul set del Postino l'ho frequentato poco. Era ridotto al lumicino ma voleva concludere la storia. Se ci penso provo malinconia. 

Che idea ha del lavoro dell'attore? Occorre studiare, preparare il personaggio?

L'attore porta in scena il personaggio, cioè quello che ha introiettato. Ad esempio nel dramma porta la sofferenza del lutto. Siamo un "buco nero" che va riempito, qualcosa di misterioso all'origine. Aggiungo che l"attore c'è o non c'è, fin dall'esordio..

Negli Anni 2000 partecipa a nuovi progetti.

Ho lavorato con Moretti e Sorrentino. Moretti è un artista della preveggenza, con una particolare apertura mentale. Ha fatto un cinema politico ma nel senso dell'essere umano nella propria vita. E' sereno sul set; qui ci siamo trovati. Inoltre va a teatro. Sorrentino è un visionario, un esteta, con grotteschi eccessi. Ho girato con lui Il divo e mi ha lasciata liberissima (Anna Bonaiuto ha interpretato la moglie dell'onorevole Giulio Andreotti, ndr). Ho chiesto solo di vedere un filmatino della moglie e poi mi hanno confezionato i tailleur stile anni Ottanta. Un attore non copia la persona. 

Si dice ormai da tempo che il cinema italiano sia in crisi. E' vero?

Non so. È  però vero che negli Anni 60 sono stati fatti dei capolavori come La battaglia di Algeri, Il Gattopardo, La dolce vita. Insomma una decina di capolavori. Possono concludere che ci sono dei cicli storici al cinema.

Ha dei rimorsi sui ruoli offerti che non ha, infine, interpretato?

Seneca si è espresso molto sul nostro rapporto con il passato, dicendo che di quello che non si può risolvere non si deve guardare indietro. Se non è andato in porto qualche progetto vuol dire che non doveva accadere.

Da chi vorrebbe essere diretta? 

Posso dire... Lubitsch?

 

Michela Manente