Elio Biffi musica Pastrone

22/04/2021

Ai tempi del Muto c’erano i pianisti di sala che accompagnavano la visione della pellicola. Una suggestione a cui si torna con l’anteprima mondiale di “Brucia. Ancora” che il 23 aprile alle 21 inaugura la 39° Edizione del Bergamo Film Meeting in cui quattro musicisti creano la colonna sonora per Il Fuoco di Giovanni Pastrone. Prodotto da Lab 80 film, e nato da un’idea di Simone Boglioni per la regia Andrea Zanoli e Stefano P. Testa,  sarà disponibile dal 24 aprile fino al 2 maggio (date in cui si svolgerà il Festival in versione virtuale) gratuitamente al seguente link: www.bergamofilmmeeting/opening, Oltre a rendere omaggio al film di Pastrone e alle sue atmosfere dannunziane il film valorizza quattro luoghi simbolo della Cultura a Bergamo, che troppo a lungo sono stati penalizzati e silenziosi ed ora reclamano vita, come tutto il mondo culturale e dello Spettacolo.
Ma come è avvenuta questa operazione? Ne abbiamo parlato con uno dei quattro musicisti protagonisti, Elio Biffi dei Pinguini Tattici Nucleari che, come tutti gli artisti, ha avvertito sulla sua pelle questa “clausura” dello spettacolo ma con l’energia di presentarsi sempre con diversi progetti (e i geniali video dei Pinguini che sempre con gusto cinefilo ed una dose di ironia omaggiano il Cinema ne sono una prova).
A ciascuno è stato assegnato un diverso episodio di questo film e a ciascuno è stata assegnata anche una location: all’atto pratico quello che lo spettatore vedrà scorrere davanti ai suoi occhi e sulle pagine social nei giorni successivi sarà il film restaurato e un alternarsi di diverse location e diversi musicisti durante le registrazioni dal vivo, spezzoni che poi sono stati montati. Io ho suonato il pianoforte e la fisarmonica anche se il grosso del mio lavoro creativo è stato preparare la base su cui ho suonato. Gli altri musicisti sono Paolo Fresu alla tromba, Paolo Spaccamonti chitarrista, Gerardo Chimini organista ed hanno registrato Fresu al Teatro Donizetti, Spaccamonti all’Accademia Carrara, e  Gerardo alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Lo scopo era mostrare questi luoghi della cultura bergamasca e cercare di dare loro un po’ di vita in un momento in cui vita non ne hanno. Io ho registrato all’Auditorium che è un po’ il cuore del Bergamo Film Meeting, dove avvengono le proiezioni, un luogo storico assegnato dal Comune.

“Cosa si prova a musicare un film muto?”
“Prima di tutto devi capirlo, perché il linguaggio filmico del Muto è molto diverso, a volte i non ne comprendi tutti i dettagli se non dopo alcune visioni. E’ la prima volta che mi approcciavo al commento audio sull’audiovisivo, ho fatto un percorso molto preciso e non mi ero mai trovato davanti al compito fai della musica per un film, è stata una sfida per me, sono stato molto contento dell’esperienza e anche della riuscita.”
“Ci parli questo film di Pastrone che è stato scelto. Perché il nome di Pastrone è collegato prima di tutto a Cabiria e a Maciste”
“Come tutti i personaggi di quell’epoca Pastrone  è un personaggio molto variegato. In realtà quando è uscito il film il nome con cui lo ha firmato non era Pastrone ma Piero Fusco. Non è il Pastrone dei kolossal, uno dei primi a inventarsi lo sceneggiato in costume, questo film è un po’ fuori dal suo canone, dal punto di vista della trama: è una storia d’amore tra una femme fatale e un poveretto, ha degli aspetti molto surreali interessanti, c’è molta simbologia, la protagonista è vestita con piume e appaiono dei gufi come spettri oscuri.”
Tra i suoi lavori più recenti Elio Biffi ha partecipato a un progetto dei Mercanti di Liquore che sono tornati in scena dopo tanti anni ed hanno deciso di fare un remake dei loro pezzi più famosi, partecipando al progetto Figli Storti per Emercency. Con la speranza di rivederlo presto sul palco dal vivo.

Gabriella Aguzzi