Che papere, quel Papero!!!

16/06/2019

Ottantacinque anni e non fa una piega, anzi, non fa una piuma. Iconico e iconoclasta, il papero piu' pigro, impudente, irascibile, strafottente, vigliacco... e chi piu'(ma) piu' ne metta.

Eppure Paolino Paperino (ebbene si, questo risulta all'anagrafe di Paperopoli, dovunque si trovi: con tanto di nome e cognome) tra i tanti piumati compagni di infanzia resta senz'altro il piu' simpatico, nonostante il pessimo carattere, piu' o meno virato poi nelle edizioni italiane del fumetto, dall'originale disneyano.

Evidentemente c'e'nei paperi a fumetti qualcosa che e' di innato, una "peperitudine" che - nel caso di specie - da sul bisbetico ma anche sul simpatico: basti pensare alle somiglianze con il "cugino" Duffy Duck, forse piu' incline al sarcasmo e alla beffa, forse piu' carsimatico, ma altrettanto egocentrico e testardo.

Paperino sei tutti noi: e' questa, ovviamente, la chiave del successo di questo personaggio, il riflesso che vediamo in questo "specchio piumato" dei nostri vizi, delle nostre frustrazioni, dei nostri strampalati tentativi di raggiungere (con il minimo sforzo possibile) un qualche ripo di successo, fin qui negatoci da un destino cinico e baro.

Fantozzi con le piume, quindi? Non proprio, perche' il Mitico non s'arrabbia mai, non esplode, incassa e soffre, patisce umiliazioni oltre ogni dire, quella nostra catarsi la porta fino al parossismo, al surreale.
Paperino no, lui si arrabbia e nemmeno poco, scarica le sue frustrazioni sui malcapitati nipoti, difende il suo sacro riposo, schiva come puo' lavoro e fatica: insomma ha le idee chiare lui, su quello che vuole, poi ottenerlo, beh quella e' un'altra storia.

Nato per un caso fortunato, nato come voce "paperesca" prima di diventare un personaggio vero e proprio, deve i suoi natali all' interesse di Walt Disney per la voce del doppiatore Clarence Nash, che invento' per lui la tipica parlata "paperesca" durante un provino.
Assunto seduta stante dalla Disney Nash (anche se lui insisteva che la sua parlata fosse invece "facchinesca") e proprio grazie all'originalita' della sua voce, si pose il problema di dare corpo e personalita' a quella voce cosi' accattivante.

Era il 1936, nasceva cosi', con il cartoon "The wise little hen" Donald Fauntleroy Duck (cosi' per l'anagrafe americana), il papero piu' longevo della storia dei comix. Oggi un po' vintage (ma ancora accattivante, seppur non trendy, in questo universo ribollente di fumetti techno e di anime... vaganti), ma ancora colonna portante dei fumetti della Disney Italia, proprio in Italia ha conosciuto, dal dopoguerra, un successo davvero speciale: solo in Italia, e grazie evidentemente ad un'autonomia creativa ed editoriale tutta speciale, nascono i personaggi di Paolino Paperotto (ovvero il prequel dell'infanzia di Paperino) e soprattutto di Paperinik, nemesi e riscatto high tech (anche se la mitica 313 non sara' mai la Aston Martin di James Bond ...) del papero lazzarone che nottetempo veste i panni del giustiziere.

Grazie alle invenzioni di una schiera di disegnatori notevoli, come Giorgio Cavazzano, Romano Scarpa e Corrado Mastantuono, il personaggio italiano si rinnova, si adatta, un po' s'ammorbidisce, diventa piu' "politically correct": cambia per adeguarsi allo spirito dei tempi, sempre meno irascibile e collerico, sempre piu' pragmatico e moderno.

Un vestito (anzi, una blusa) per ogni stagione, il longevo pennuto festeggia oggi ottantacinque anni: forse un pochino piu' stereotipato, meno scoppiettante, un Paperino piu' integrato e meno "outsider". Invecchia, si direbbe, come noi tutti.
E come noi tutti, forse, non vorrebbe: spegne con un sospiro (piu' che con un soffio rabbioso) ottantaciqnue candeline, magari con un pizzico di nostalgia per i suoi anni ruggenti, la rivalita' con Topolino, le liti con Paperina, le battaglie domestiche con i nipotini (saccenti e insopportabili...), le angherie di Zio Paperone.

Rimane nei nostri desideri infantili, in quell'attesa dell'uscita settimanale dell'albo (e oggi siamo al numero tremila e oltre...), nella sorpresa delle nuove avventure che lo aspettavano e ci aspettavano in edicola, nella freschezza sempre nuova dei vecchi cartoon, troppo raramente visti in tivvu'.
E allora ci piace immaginarlo alla sua festa, lui, fedele a se stesso piu' di altri, non con una fetta di torta, ma con una bella torta in faccia!

Auguri Papero dei paperi, e speriamo che questo mondo non ti sia tanto stretto da dover cambiare i tuoi panni.Sei stato il papero più divertente nell’infanzia di molti, per ben 85 anni. Con le tue disavventure riuscivi sempre a strapparci un sorriso, e per questo ti ringraziamo e ti auguriamo di continuare così. Tanti auguri Paperino.

 

Davide Benedetto