Il Museo del Cinema di Torino

13/08/2021

Il nostro “Viaggiatore Curioso” non poteva non fermarsi a Torino, città del Cinema. Per divertirsi a rintracciare i set dei film più celebri che vi furono girati, da Addio Giovinezza, del ’40, a La Donna della Domenica che  Comencini ha tratto dal giallo di Fruttero e Lucentini, con Mastroianni nel ruolo del commissario, dove un delitto avviene nella folla del Balon. Il più celebre è Profondo Rosso, che, benché figuri ambientato a Roma, ha molte location nella città piemontese, dalla piazza in cui si assiste all’assassinio della medium (piazza CLN) alla celebre “villa del bambino urlante” che nella realtà è Villa Scott in Corso Giovanni Lanza. C’è poi un curioso film del 2004 di Davide Ferrario che è ambientato per gran parte all’interno della Mole Antonelliana perché in “Dopo Mezzanotte” Giorgio Pasotti è il custode del Museo del Cinema.
Ed è proprio al Museo del Cinema che il nostro “Viaggiatore Curioso” si è fermato perché per ampiezza, effetti scenografici e materiali preziosi che vi sono conservati è tra i più ricchi e considerevoli d’Europa. L’atmosfera cinematografica che si respira al suo interno quasi stordisce, è come essere all’interno di un set ed al contempo di un pezzo di storia, perché vi si racconta il Cinema Italiano, i volti che lo hanno interpretato, gli albori del Cinema e i suoi mestieri. Immagini, filmati, locandine, allestimenti scenografici circondano il visitatore all’interno di una struttura che ha del magico, perfetta per accogliere il Cinema che è magia.

Ad ospitare le esposizioni del Museo è infatti la Mole Antonelliana, monumento simbolo di Torino dal 1889. Nel 1961 per celebrare il Centenario dell’unità d’Italia fu inaugurato l’ascensore panoramico e parte della visita del Museo sta proprio nel salire sulla cupola con l’ascensore e godere la spettacolare vista mozzafiato di tutta la città. Dal 2000 la Mole Antonelliana è sede del Museo del Cinema che si dipana a spirale verso l’alto su più livelli espositivi. Colpo d’occhio è la grande sala d’ingresso, l’Aula del Tempio, che omaggia Cabiria, capolavoro del Cinema Muto italiano. Da qui, mentre su megaschermi scorrono immagini di film e divi, si snoda la Rampa. L’effetto è di una pellicola cinematografica che si srotola fino a lasciarci ammirare l’Aula del Tempio dall’alto. E tutt’attorno allestimenti dedicati ai lavori del Cinema: la Regia, la Scenografia, la Sceneggiatura, il Montaggio. E ancora salottini dedicati ai diversi generi cinematografici, una preziosa collezione di locandine, una sezione dedicata all’archeologia del Cinema, con i primi esperimenti ottici e l’occasione di provarli. Sarebbe da perderci le ore, da tornarci e ritornarci.

Il Museo del Cinema in questi giorni, e fino al 22 marzo 2022, si arricchisce ulteriormente della Mostra Photocall, attori e attrici del Cinema Italiano. Sotto gli schermi dell’Aula del Tempio si snoda un Red Carpet che racconta i momenti più glamour dei festival cinematografici. Ai lati della Rampa le foto dei protagonisti del nostro Cinema attraverso le decadi con il fascino diverso che emanavano. Con oltre 250 riproduzioni fotografiche e 71 stampe originali si racconta un Secolo di Cinema Italiano attraverso i volti dei suoi protagonisti. Attrici e Attori contemporanei racconta il Cinema degli ultimi decenni, Italian Men mostra i ritratti in bianco e nero dei protagonisti del divismo Anni 60 e 70 e dell’epoca d’oro della Hollywood sul Tevere, e, andando sempre a ritroso nel tempo man mano che si risale attraverso la cupola, Icone della Rinascita illustra i protagonisti della rinascita del secondo dopoguerra e i grandi interpreti di Cinecittà mentre Nascita del Divismo è dedicata al Cinema Muto degli Anni ’10 e ’20.

Gabriella Aguzzi