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Gabriella Aguzzi Capo Redattore

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Milano da scoprire 4: Il Naviliett

19/04/2021

C’è sempre qualcosa da scoprire anche nella città in cui vivi da sempre. Per quanti il nome di Gorla è solo quello di una fermata della metropolitana lungo Viale Monza e non di un borgo che solo negli Anni Venti del secolo scorso fu annesso a Milano? Chi fa caso, tra le scuole di un parco pubblico, ad una villa costruita agli albori dell’Ottocento? Chi sa che il secondo Naviglio di Milano, in ordine storico, non è il Naviglio Pavese, a cui va il pensiero quando si parla di navigli, ma il Martesana (fu progettato e inaugurato nel 1400), che si snoda tra edifici che un tempo erano cascine e filande e che i milanesi chiamano affettuosamente il Naviliett?
Ci pensa Milanoguida a far conoscere questi scorci insoliti e la storia che si nasconde dietro, le curiosità, le architetture. E la visita guidata a Gorla e al Naviglio Martesana inizia proprio da un esempio di architettura popolare Anni Trenta, la Fondazione Crespi, costruita per dare alloggio a famiglie numerose con ampi spazi collettivi. Poco oltre sorge il Parco di Villa Finzi, destinato a casa giardino per bambini dalla sua ultima proprietaria Fanny Finzi Ottolenghi e che il Comune, rispettandone la volontà, ha attrezzato a parco pubblico, con scuole ed aree giochi. Ce lo immaginiamo, attraverso i racconti, come appariva ai tempi del Conte Batthyany che costruì la sua residenza di campagna, con le acque del fontanile, ora interrato, che vi scorrevano e andavano a formare un laghetto e con il Tempio dell’Innocenza (c’è ancora, suggestivo, sotto un tripudio di glicini) e il Tempio della Notte (nascosto sotto una collinetta e non praticabile, ma i restauri del parco faranno in modo che lo si possa vedere).
Dall’altro lato di Viale Monza, che nelle prossime settimane dovremmo veder colorato da una fioritura di papaveri rossi, ecco il cuore del borgo di Gorla con le sue due chiese affiancate e le storiche osterie e con il Monastero delle Clarisse, opera di Giovanni Muzio. Qui ha inizio il secondo capitolo di questa visita ad una Milano inconsueta e la sua parte più affascinante. Siamo arrivati al Naviliett e attraversato il Ponte Vecchio ci incamminiamo lungo i suoi bordi seguendone il percorso, tra memorie e visioni di ville di delizie, come la bella Villa Singer che ancora domina il ponticello di pietra.

Con una certa ambizione questa parte di Milano è stata denominata “la piccola Parigi”. Se un paragone deve sorgere lo è col Canal Saint Martin, quel corso d’acqua parigino meno noto. Meno noto tra i Navigli milanesi è il Naviglio Martesana che dunque si presenta col suo fascino discreto.
Il cammino pedonale e ciclabile, pur percorrendone solo il tratto cittadino, offre in breve tempo scenari diversi. C’è un’atmosfera tranquilla di paese e di altri tempi che scorre sotto i ponti e i cavalcavia di una città mai ferma. Quasi un’altra vita a ridosso di quella che si mostra ai visitatori meno attenti.
Se Villa Singer ospita eventi e spot pubblicitari, le vecchie filande sono state trasformate in abitazioni eleganti. Poco oltre la passeggiata già cambia e il paesaggio attorno si fa meno bucolico, più urbano. Si sta infatti costeggiando le ferrovie, gli snodi di ingresso alla Stazione Centrale, il grande deposito ferroviario al cui interno c’è un museo di vecchie carrozze. E’ un panorama che ha un suo fascino, come un quadro di Sironi.
Spunta la restante delle due ciminiere della tintoria Weiss, la si vede oltre i murales che si infittiscono man mano che ci si avvicina al capo del Naviglio, costeggiamo la Biblioteca Morando che la Cineteca di Milano ha intitolato a Morando Morandini e in cui ha raccolto migliaia di libri, riviste e fotografie di Cinema. Quella che fino a non molti anni fa era una zona poco sicura e degradata è stata rivalutata e prati in abbandono sono diventati, grazie all’iniziativa degli abitanti, orti comuni.
La camminata termina a Cassina de’ Pomm, la più antica cascina di Milano, poi osteria e stazione di posta. Il ponte di ferro la collega al Parco di Cassina de’ Pomm che sorgeva sul luogo della fabbrica di candele Branca, distrutta da un incendio. Alla Cassina de’ Pomm sostarono personaggi come Casanova, Stendhal, Carlo Porta. Ne fu avventore anche Manzoni e vi fece fermare Renzo al suo arrivo a Milano. A portarci nella Milano manzoniana c’è un altro itinerario di Milanoguida. Ma questa è un’altra storia.

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Gabriella Aguzzi