Aldair - Cuore Giallorosso

16/05/2026

di Simone Godano
con:

“Aldair – Cuore giallorosso”, il documentario sul campione dell’AS Roma in particolare e del mondo in generale firmato da Simone Godano uscirà nelle sale di tutt’Italia il 21 maggio e l’attesa in certi ambienti è tanta. Eh sì, perché il centrale della difesa più forte di tutti i tempi non è un personaggio che si dimentica facilmente, come dimostrano i fan anche di squadre odiate che l’hanno riconosciuto, fermato e si sono complimentati personalmente incontrandolo di nuovo per le strade romane nonostante i tanti anni passati dalla fine della sua carriera.
Protagonista della vittoria del Brasile ai Mondiali del 1994 e del terzo scudetto della Roma nel 2001, è figura ormai iconica: schivo, misurato, alcuni lo descrivono come timido, io ho visto solo tanta umiltà, che forse è la vera qualità che determina un campione, quel modo di guardare se stessi sempre come punto di partenza, mai di arrivo; e Aldair ne ha fatta tanta di strada da quando giocava scalzo nei vicoletti di Bahia nello sconfinato nord-est del Brasile. C’è chi dice sia stato fortunato, la verità è che ha dedicato tutta la vita allo sport e da gioco che poteva essere per un bambino povero di una famiglia numerosa della provincia è diventato il primo nel suo ruolo a livello globale, onore riconosciutogli da tutti i contemporanei, insieme all’affetto che non poteva mancare verso un ragazzo mite e meditabondo come è sempre stato Pluto, soprannome affettuoso con cui lo ricordano i tifosi della Magica, Totti giura per le orecchie, io azzardo per la fedeltà alla maglia, infatti il diretto interessato confessa che le voci che lo volevano corteggiato dai cugini laziali fossero vere.
Questo documentario si divide fra voci di chi lo conosceva e spezzoni dei campi di quel tempo e un’immersione nella vita attuale di Aldair fra i suoi cari in Brasile, taglio inconsueto e decisamente apprezzato dalla critica presente in sala, dovuto alla sensibilità non solo del regista ma anche e forse soprattutto alla familiarità con cui l’intervistatore speciale, lo scrittore Sandro Bonvissuto, ci porta per mano a conoscere quel mondo, fatto ancora di allenamenti mattutini, tanti nipotini, affetto sconfinato e ammirazione internazionale che circondano questo sessantenne ancora ragazzo, con un fisico che molti ventenni gli invidiano. Addirittura gli hanno dedicato la strada in cui abita mentre è ancora in vita e la troupe dovrà scoprirlo da sé!
I compagni della Roma dell’epoca, da Totti a Candela, lo descrivono come la sicurezza, il regista del settore, fantasista, un difensore che smistava le giocate vicine col destro e le lontane col sinistro indifferentemente sia d’interno che d’esterno.
Bonvissuto lo trova in spiaggia che gioca e footvolley e, dopo aver disceso le gradinate ripide di una favela che fanno il paio con quelle di Monteverde allo stesso modo in cui il pezzo del Piotta in cui canta anche lui cerca di fondere le due realtà, gli dice schiettamente che vuole raccontare ai molti fan di Aldair la sua vita privata che nessuno conosce a causa della sua riservatezza, Pluto accetta di buon grado e lo porta a conoscere la famiglia, le parole della madre che gli hanno inculcato la diligenza e la fierezza del padre che ne era profondamente orgoglioso. Lui mentre si racconta in frasi brevi pesca con una canna di bambù nel fiume, durante l’intervista finale gli dicono che lui è quel fiume e i suoi occhi sembrano fissarsi per un paio di secondi su quel pensiero.
Dopo la proiezione, il direttore di Radio Rock presenta sul palco della sala 5 del cinema Barberini il primo straniero per presenza in serie A della storia della Roma alle domande del pubblico senza che Aldair abbia visto il documentario, grave errore per uno che già parla poco ma che riesce comunque a spiazzare tutti: “Il periodo più brutto a Roma è stato dopo che abbiamo perso quattro derby consecutivi, anche se io ne avevo giocato solo uno!”
Secondo me il cantante Brusco, con quello stornello da cronaca calcistica che regalò ai tifosi dopo lo scudetto, riassunse perfettamente cos’è “Aldair: ce sta ben poco da dir, della vita eterna ha scoperto l’elisir!” 

Voto: 7,5

Fabio Giagnoni