Cime Tempestose

09/02/2026

di Emerald Fennell
con: Margot Robbie, Jacob Elordi, Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver

Cime tempestose, è stato ridotto in film varie volte, ma ci si è sempre concentrati sulla prima parte, quella della passione funesta tra Cathy e Heathcliff. La durata di due ore e mezza di questa nuova edizione ci faceva pensare a un maggiore approfondimento della trama e dei personaggi, e invece si giustifica solo con un’estenuante ripetitività della situazione.

Personaggi e “dettagli” di trama cambiati? Lecito, non ci troviamo di fronte a un testo sacro, ma alla necessità di adattare un romanzo ottocentesco alle esigenze di drammatizzazione cinematografica. Ma i cambiamenti devono essere efficaci : alcuni lo sono ( la governante Nelly non fedele ma al contrario manipolatrice, mossa da frustrazione ), altri risultano problematici (per esempio eliminando la figura di Hindley, quella del padre risulta contraddittoria: perché salvare un ragazzino dalle frustate e poi frustarlo lui stesso?), alcuni inutili (cambiare il motivo della morte),  altri ancora fastidiosi (la povera Isabella descritta come una mentecatta in calore). E non vogliamo sorvolare sulla circostanza di trasformare Nelly in una cinese, nella Scozia di inizio 800: il politicamente corretto ormai sta raggiungendo limiti ridicoli.

Ma ciò che rende insopportabile la pellicola sono i noiosissimi sviolinamenti, e ansimi e spasimi e ossessive allusioni sessuali fin dai titoli di testa. D’accordo che il motore della passione tra i nostri è dettata dall’attrazione fisica, ma vi è molto di più, vi è il connubio di due anime selvagge in continua altalena tra amore e odio e ridurre il tutto a pura e animalesca pulsione sessuale appiattisce personaggi e trama, e risulta estenuante per lo spettatore. Gli interpreti? Assurdamente, la più in parte è proprio la gelida e contenuta Hong Chau, mentre Margot Robbie fa di tutto per non sembrare una sana ragazza aussie, ma finisce comunque per risultare più bella che brava; e Jacob Elordi avrà anche una voce profonda e un fisico statuario, ma non basta per essere Heathcliff, risultando piuttosto la copia di Jim Cavizel in Il conte di Montecristo.

Tutto da buttare, dunque? Assolutamente no. Visivamente il film è assolutamente affascinante, con una fotografia “pittorica” di grande valore e una tavolozza di colori degni del miglior Del Toro o di una produzione Selznick . Le scene e i costumi, poi, ci trasportano in un mondo fiabesco e artificiale. Perché non fatevi ingannare dal brutale inizio, che pare suggerire qualcosa del tipo “spogliamo la storia dal suo romanticismo e riportiamola al crudo realismo”: in questo film non vi è, volutamente, nulla di realistico – il che rende allora incomprensibile eliminare il goticismo dei fantasmi… Insomma, intenzioni confuse. Ed ahimè non basta uno splendido apparato tecnico a salvare una pessima sceneggiatura.

Approfondimento Cime Tempestose Dal libro al film

Voto: 5

Elena Aguzzi