Coyote vs Acme
03/09/2026
di Dave Green
con: Will Forte, Lana Condor, John Cena, Tone bell, Martha Kelly, Luis Guzmān

La solita storia: Willy il Coyote richiede, per corrispondenza, materiale alla Acme al fine di catturare Beep Beep, ma ogni tentativo finisce con un mero fallimento. Una pubblicità che passa in televisione lo spinge quindi a portare in causa la multinazionale accusandola di fornirgli prodotti difettosi. Ma Kevin Avery, l'avvocato più anziano dello studio legale a cui si rivolge, è assai dedito ad accordi e soluzioni di comodo per non andare in tribunale. Con grande orgoglio Willy rifiuta, optando per ottenere giustizia. Kevin, indagando qua e là, scopre così che in Acme c'è qualcosa di losco...
Come il quarto film con interazioni live action tra esseri umani e Looney Tunes sia arrivato a noi è una storie delle più bislacche di sempre. Intanto, l'idea proviene da un ironico articolo firmato da Ian Frazier e pubblicato su The New Yorker nel 1990. Esso era nientemeno che una presunta dichiarazione introduttiva dell'avvocato Harold Schoff, legale di Willy il Coyote, che spiegava come il suo cliente intendesse muovere causa contro la Acme a causa dei molti incidenti occorsi durante l'utilizzo del materiale da lui acquistato presso la multinazionale in ottantacinque diverse occasioni. Tali prodotti, risultati difettosi, gli avevano procurato lesioni fisiche e sofferenze mentali non risarcibili tramite indennizzi per infortuni sul lavoro.
Verso la fine del 2023, la Warner Bros. annunciò poi di non voler più distribuire il film, ormai completato, preferendo denunciare una perdita fiscale di trenta milioni di dollari nonostante gli elogi ricevuti durante le proiezioni di prova. La società aveva, mesi prima, già annullato l'uscita di Batgirl, fermando le operazioni di postproduzione e incappando in uno dei progetti cancellati più costosi di sempre pur di abbassare il tetto dei proventi tassabili. Tali decisioni provocarono il biasimo di molti registi secondo cui tale modo di procedere avrebbe potuto costituire un pericoloso precedente. Di fronte al clamore suscitato, i vertici Warner si aprirono a vendere il titolo a compagnie esterne chiedendo la proibitiva intera cifra versata per la produzione (circa ottanta milioni di dollari).
Il titolo rimase sulla bocca di tutti per oltre un anno, poi il successo di critica (più che di pubblico) ottenuto da Un'avventura spaziale - Un film dei Looney Tunes, portato nelle sale dalla Ketchup Entertainment, spinse la società a riprendere in mano il discorso e ad aprire negoziati con la Warner, acquisendo infine Coyote vs. Acme per una cifra intorno ai cinquanta milioni di dollari.
Curiosamente, il tragitto che ha fatto il film per arrivare nelle sale è stato irto di difficoltà un po' come la controversia giudiziaria intentata da Willy il Coyote contro la celebre Acme. Il silenzioso predatore è infatti il protagonista di un vero e proprio legal thriller che resta, in primis, la fiera del surreale e dell'esagerato, in puro stile Looney Tunes. Spassoso, a tratti irresistibile, restituisce ai celebri personaggi animati quel brio e quella spontaneità che il tremendo Space Jam: New Legends aveva tolto loro spingendoli ben oltre il demenziale. Quasi a voler prendere il più possibile le distanze da quell'imperdonabile sequel, qui si fa più di un passo indietro con l'animazione, che neanche in Space Jam e in Looney Tunes: Back in Action era così semplificata, quasi a voler richiamare i più classici cartoni animati. Una scelta drastica e non del tutto comprensibile, visto che comunque Bugs Bunny & c. si erano sposati benissimo, in una versione più computerizzata e moderna, con Michael Jordan prima e con Brendan Fraser poi.
Ma Coyote vs. Acme è anche, com'è evidente a una lettura più profonda, una parabola contro il capitalismo, laddove la ditta chiamata in causa viene rappresentata come una multinazionale dalle molteplici ramificazioni e in grado di controllare fette troppe grosse del mercato. Se si collega tutto ciò alla realtà la Warner, che da mesi sta valutando la fusione quando a Netflix quando a Paramount, sembra essere sulla stessa strada della Acme, cioè nella possibilità di espandersi ulteriormente cannibalizzando il mercato audiovisivo, con grande preoccupazione di molti addetti ai lavori a causa dell'eccessiva potenza che la nuova unione verrebbe ad avere. Viene da chiedersi se, nel tentativo della Warner di ottenere sgravi fiscali, non ci sia stato dietro, in realtà, anche il temuto effetto boomerang dovuto alla cattiva impressione che fa la Acme nel film. Ma a giudicare da quanto se ne sta già parlando negli ultimi due anni, si evidenzia come il titolo di Dave Green abbia ormai perso la possibilità di fare da precursore all'argomento, e che ora può aggiungere giusto un po' di benzina su un fuoco che arde già bene.
Coyote vs. Acme resta un titolo che ha meritato l'uscita in sala, non solo per l'indubbia qualità del lavoro ma anche per evitare che costituisse l'ingiusta vittima di discutibili manovre societarie. Una volta tanto, le numerose proteste ai microfoni e sui social sono servite a qualcosa: tenendo vivo l'interesse per il film, alla fine qualcuno s'è deciso a puntarci. Ed è giusto così: dopo decenni di fallimenti assortiti, finalmente Willy reagisce alla sventura... e vuoi non vedere come va a finire stavolta?
Voto: 7
Matteo Tommasi