Crawl Intrappolati

04/09/2019

di Alexander Aja
con: Kaya Scodelario, Barry Pepper, Ross Anderson, Moryfydd Clark

Lontano dalla macchina da presa (se si escludono un paio di telefilm) dai tempi  dello sfortunato Il grande e potente Oz, del 2013, Sam Raimi negli ultimi anni si è limitato a produrre un buon numero di thriller e horror diretti da altri registi. Film perlopiù lontani dai budget stratosferici dei vari Spider-Man e con i quali Raimi sembra voler tornare alle pellicole a basso costo delle origini. Va detto che gli autori con cui ha deciso di collaborare (Fede Alvarez, ad esempio) non paiono aver molto a che vedere con l'idea di cinema di Raimi, che elabora immagini complesse e stratificate. Tuttavia, temi e situazioni delle sue produzioni non sono poi così lontani da quelli a lui congeniali: per dirne uno, la casa come luogo privilegiato (e tutt'altro che rassicurante) dell'azione. Nel caso di Crawl, è proprio l'ambientazione, una casa invasa dalle acque, e la possibilità di realizzare quasi tutto il film al suo interno, ad aver con ogni probabilità spinto Raimi a occuparsene (più che l'elemento alligatori assassini, abbastanza lontano dalle sue corde). La vicenda in sintesi racconta della giovane Haley, provetta nuotatrice, che durante un uragano di categoria 5 si reca a casa del padre, di cui non ha notizie. L'intera zona della Florida è sommersa dalle acque e i due trovano assediati da un branco di feroci alligatori. Forse proprio grazie all'apporto del magistrale produttore, il regista francese Alexander Aja tira fuori  sorprendentemente la sua opera migliore, tenendo conto che qualcuno ai tempi di Alta tensione, del 2003, lo riteneva una promessa, ma che poi ha mantenuto ben poco. Oltretutto approcciando Crawl - Intrappolati, non si poteva fare a meno di tornare con la memoria all'inguardabile Piranha 3-D (diretto da Aja nel 2010), nutrendo quindi poche speranze di assistere a un film quantomeno dignitoso. Invece Aja riesce a girare un thriller acquatico teso e compatto, senza grandi invenzioni di sceneggiatura (l'hanno scritta Michael e Shawn Rasmussen, autori nel 2003 dello script di The Ward - Il reparto, di John Carpenter) ma robusto dal punto di vista spettacolare. Non molto sanguinoso e con pochi morti, deluderà forse chi ama lo splatter, però può vantare un ottimo uso dello spazio ed è claustrofobico quanto basta. Tenendo conto delle difficoltà che senza dubbio può presentare una lavorazione del genere, va dato atto al regista di averle superate con mestiere. Il finale aperto lascerà qualche spettatore con l'amaro in bocca ma dopotutto è suggestivo, ed evidenzia l'intenzione di produrre il seguito. Si può concludere che nel genere animali assassini e, nello specifico, alligatori, s'è visto di meglio, ma anche di peggio: sembrerà un ragionamento lapalissiano, ma caso vuole che di questi tempi risulti spesso automatico farlo.

Voto: 6,5

Roberto Frini