Greta e le favole vere

21/08/2026

di Berardo Carboni
con: Sara Ciocca, Donatella Finocchiaro, Raoul Bova, Darko Perić

Portare un orso polare fino al Polo Nord può sembrare un'impresa impossibile ma è proprio dall'impossibile che parte il cambiamento. Presentato in anteprima al Giffoni Film Festival 2026 e in uscita nelle sale dal 6 agosto con Vision Distribution, Greta e le favole vere è la nuova opera scritta e diretta da Berardo Carboni: una favola moderna capace di fondere la magia del cinema per ragazzi con il senso di urgenza della crisi climatica. La storia ruota attorno a Greta, una bambina di 10 anni interpretata dalla giovanissima Sara Ciocca, da poco maggiorenne. Il suo personaggio si ispira ai valori e alla determinazione di Greta Thunberg per agire concretamente contro il cambiamento climatico. Circondata da genitori distratti — interpretati da Donatella Finocchiaro e Raoul Bova —, la piccola si ritrova coinvolta in un'avventura straordinaria: liberare un orso polare di nome Roccia finito nelle mani di spietati bracconieri e riportarlo nel suo habitat naturale. In questa missione ad alto tasso di magia e coraggio, Greta non è sola. Ad aiutarla ci sono il coetaneo Sauro, la sua babysitter (Demetra Bellina), l'attivista Elena (Roberta Palumbo) e un gruppo di veri giovani ambientalisti, in un percorso che trasformerà anche gli adulti al loro seguito. 
A contrastare il gruppo c'è Igor, il "cattivo supremo", interpretato da Darko Perić, un bracconiere dall'accento straniero senza scrupoli per il quale l'animale è solo un trofeo temporaneo con cui impressionare la moglie Valentina (una divertentissima Sabrina Impacciatore in un ruolo che valorizza la sua vis comica). Il regista Berardo Carboni descrive il film come un cortocircuito tra la meraviglia di E.T. e la forza del pensiero ecologico di oggi, con la consapevolezza che le favole servono ancora a distinguere chiaramente il bene dal male. Attingendo all'insegnamento che le nuove generazioni possono fare da maestre a quelle precedenti, il film regala un lieto fine pieno di speranza. Il messaggio principale che risuona a fine visione è diretto e universale: non si è mai troppo piccoli per cambiare il mondo e, con il piccolo contributo di ciascuno, anche le cose impossibili possono diventare realtà.

Voto: 6

Michela Manente