Hokum

11/08/2026

di Damian McCarthy
con: Adam Scott, Peter Coonan, David Wilmot, Florence Ordesh

Ohm Bauman (Adam Scott), uno scrittore americano di successo dal carattere respingente, politicamente corretto e tormentato da un trauma infantile, attraversa una crisi creativa dalla quale sembra non riemergere.  
Per ritrovare l'ispirazione e affrontare un lutto irrisolto, decide di viaggiare fino a una remota locanda nelle campagne dell'Irlanda (il Bilberry Woods Hotel), luogo in cui i suoi genitori avevano trascorso la luna di miele, con l'intento di spargere lì le loro ceneri.
Il regista, Damian McCarty, non nasconde l’ambizione di proporre un elevated horror che impensierisca prodotti filmici di più alto livello, ma l’impresa non gli riesce. 
La pellicola parte con originalità, per poi adagiarsi su stereotipi di kinghiana memoria sin troppo usati. 
Inoltre, l’abbondante uso di jumpscare rischia di ridurre miti e leggende locali a semplici pretesti per mettere a dura prova la solidità delle nostre poltrone, troppo spesso sollecitate dai numerosi sobbalzi. 
Ottima l’interpretazione di Scott e di Florence Ordesh, nel ruolo di Fiona.
Interessante il contrasto fra il modello di pensiero statunitense e quello irlandese, destinati a collidere, e che pone il protagonista in una condizione di minoranza rispetto ad una normalità che non gli appartiene. Ma quella dello snob d'oltreoceano a disagio in mondi meno progressisti non è un’idea nuova, basti pensare a ‘Un lupo mannaro americano a Londra’, di John Landis, del 1981.   
Molti generi in soli 107 minuti, dal folk horror al thriller, passando per l’escape room e il drammatico, senza però inventarsi nulla. 
McCarthy vuole sfidare maestri del calibro di Eggers, e decide di lavorare in accumulo, trascurando di approfondire l’elemento puramente stregonesco per proporci una carrellata di riferimenti gotici diversi, conditi dai consueti drammoni intimi e da svolte noir improvvise.
Rimane un film godibile e meritevole di visione, anche se i troppi spaventi rischiano di imparentarlo ad un cinema meno nobile, più rivolto al pubblico generalista. 

Voto: 6

Carlo Baroni