I Molti Santi del New Jersey

05/11/2021

di Alan Taylor
con: Alessandro Nivola, Ray Liotta, Michael Gandolfini, Vera Farmiga, Michela De Rossi, Leslie Odom jr., Corey Stoll

Nel quarantesimo episodio della Serie TV I Soprano, il primo della quarta Stagione (Debiti Pubblici e Privati) Tony Soprano conduce il nipote Christopher Moltisanti sotto una casa mostrandogli chi era l’assassino di suo padre e offrendogli l’occasione di ucciderlo, rafforzando così il legame di fiducia tra lui e l’uomo che ha scelto a proprio erede. E’ uno dei pochi momenti in cui si menziona il padre di Christopher, Dickie Moltisanti, ucciso quando il figlio era ancora bambino, ma che per Tony era stato una sorta di mentore e di guida. Il film I Molti Santi del New Jersey, definito “il prequel dei Soprano”, ha al suo centro questa figura e racconta molto di più su di lui, capostipite di una lunga saga e figura chiave nella vita di Tony Soprano, svelando anche la verità sulla sua morte, che nella celeberrima serie HBO non vediamo. E porta la vicenda negli Anni Sessanta, quell’epoca d’oro per i gangster italo americani, mitica e mitizzata dai suoi protagonisti degli Anni 2000, che la rimpiangono e vi si ispirano, e sulla lotta tra italiani e afroamericani che nella serie appartiene ormai al passato. A dirigere è Alan Taylor, già regista di svariati episodi de I Soprano, su sceneggiatura del creatore della Serie David Chase e di Lawrence Konner.
Chi narra la vicenda, in prima persona, è lo stesso Christopher Moltisanti, da una tomba del cimitero. Perché, come tutti i fan della serie ricorderanno, nell’episodio 83 Veglie Funebri, a quattro puntate dalla fine, avviene il colpo di scena e Tony Soprano uccide, soffocandolo, il nipote che lo aveva accompagnato in tutte le vicende, suo successore ideale, considerandolo ormai una minaccia a causa della sua irresponsabilità e della sua gelosia. Ascoltiamo così la storia dalla voce di un morto, carica di odio per il futuro boss. Che qui vediamo ancora ragazzo e goffo, prima del suo ingresso nel mondo del crimine, quando Dickie Moltisanti era per lui un faro e un modello a cui ispirarsi, più padre, in fondo, del vero padre Johnny. E vediamo un Dickie nella veste di un uomo che non sa controllare i propri impulsi violenti, che lo trascinano in un gorgo di crimini, e chiede come resistere alla propria natura ad uno zio ergastolano un po’ come Tony, in futuro, si rivela alla psichiatra.
Per i fan della serie questo film sulle origini dei Soprano è un’autentica goduria. Vi si riconoscono i vari personaggi (lo zio Junior, la sorella Janice, la madre Livia), si scoprono retroscena inattesi, si ritrovano, quasi in un gioco di reminder, piccoli episodi (il padre che spara ai capelli della madre, momento che viene rievocato in un episodio della serie). Visto a se stante è un buon film gangster che nulla aggiunge al panorama. Deve molto a Quei Bravi Ragazzi e l’omaggio a Scorsese è evidente anche nella scelta di Ray Liotta nel doppio ruolo del padre e dello zio di Dickie. Ma non ha il suo ritmo incalzante, nonostante alcune scene di polso come quella dell’annegamento. Ma soprattutto non ha quell’originalità che ha fatto de I Soprano una serie che ha rivoluzionato sia la cinematografia gangster che il mondo delle serie televisive: la quotidianità, i pensieri intimi e i problemi di famiglia di un gangster che ci fa stare dalle sua parte e dimenticare, a tratti, la sua vita criminale finché non esplode in efferati omicidi. E non ha un interprete d’eccezione come James Gandolfini che ha consegnato Tony Soprano tra i personaggi indimenticabili. Qui Alessandro Nivola dà il volto giusto a Dickie Moltisanti ma non ha sufficiente carisma, mentre il ruolo di Tony ragazzo è lasciato al figlio di James, Michael Gandolfini.

Voto: 7

Gabriella Aguzzi