Il Corriere - The Mule

07/02/2019

di Clint Eastwood
con: Clint Eastwood, Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Michael Peña, Dianne Wiest, Andy Garcia

Quando il vecchio leone torna a ruggire dobbiamo inchinarci. Clint Eastwood non sbaglia un colpo. Ma dopo la sua meravigliosa uscita di scena in Gran Torino non aveva più lasciato veramente il segno. Mai un film sbagliato, tutti lavori stupendi, ma qualcosa mancava. Mancava lui. Con The Mule torna dietro e davanti la macchina da presa e ci regala un film che ha tutta la sua cifra stilistica, in sospeso tra lievità e commozione, e stavolta il centro è davvero perfetto. A 88 anni non solo ha l’energia di continuare a sfornare film col ritmo di uno all’anno, ma interpreta un personaggio monumentale che in qualche modo lo rispecchia, o rispecchia lo spirito del suo Cinema, e per il quale ha dovuto perfino invecchiarsi, se vogliamo dare ascolto alle testimonianze del coprotagonista Bradley Cooper che già ha lavorato con lui cinque anni fa nel bellissimo American Sniper. Quando lo vediamo muoversi coi tentennamenti confusi di un vecchio ancora in forze non riusciamo a credere che l’attore abbia l’età del suo personaggio. Personaggio che si è cucito su misura prendendo spunto dalla lettura di un articolo su un novantenne corriere del Cartello. Gli ha regalato tutta la sua ironia, ed anche la solitudine che caratterizza i suoi eroi-non eroi, primo fra tutti il protagonista di Gran Torino di cui echeggiano molti rimandi.
Tema ricorrente nei film di Eastwood è il rimpianto di una famiglia mai veramente avuta, o per disattenzione o per scarsità d’affetto dato e ricevuto, cercata altrove, persa per chissà quali mancanze difficili anche da rintracciare, cercata perché non è mai così tardi. E questo è il tema centrale di The Mule, quello che cova sotto la patina avventurosa ed anche divertente con cui si presenta. Earl Stone è un uomo che ha amato più i suoi fiori e la sua vita libera che moglie e figlia, o a loro ha lasciato la sua parte più tediosa e distratta mentre altri si prendevano quella più brillante. Ha fatto tanta strada col suo vecchio pick up e sulla strada torna ancora, per caso, quando si trova al verde. Una consegna per il Cartello, poi un’altra, per regalare agli amici la pista da ballo che altrimenti avrebbe chiuso. Gli piace ballare, ama la vita, e in fondo gli piace anche fare il Robin Hood e ritrovarsi in questa storia. Ma ha un modo tutto suo, non segue le regole, va per la sua strada letteralmente, perché se la prende calma, canta al volante, si ferma a godersi un hamburger o ad aiutare un “negro” fermo con l’auto, sgrida allegramente gli stessi spacciatori. Fa simpatia, è insospettabile, ha solo qualche problema a usare il cellulare per i messaggi e forse proprio per questo diventa il numero uno nelle consegne. Ma ci sono da fare delle scelte, soprattutto se nella vita si è mancato a tanti, troppi, momenti importanti e non si vuole mancare ancora....
E così, anche stavolta, Clint fa ridere e piangere, mescolando le due emozioni. Non c’è in The Mule la tragicità di Gran Torino, ma c’è commozione profonda nella pacata saggezza del finale. E c’è lui, bello anche sotto le rughe, che ci mette tutta la sua vitalità e autobiografico dolore. 

Voto: 8

Gabriella Aguzzi