La famiglia Addams 2

28/10/2021

di Greg Tiernan, Laura Brousseau, Kevin Pavlovic
con:

Avere una figlia geniale, e non riuscire a capirlo, è un bel problema, se poi la figlia è anche adolescente, allora il problema è gigantesco. Ecco arrivato il sequel de “La famiglia Addams”, che ruota attorno alle vicende della giovane Mercoledì, genio incompreso, decisamente frustrata nelle sue aspirazioni all’eccellenza (tra cui quella di sterminare il noioso fratellino minore).
A partire dalla gara scolastica di invenzioni scientifiche (mostra e dimostra) emerge per lei l’impossibilità di eccellere, in un sistema (scolastico) che non riconosce i migliori e premia indistintamente la mediocrità, tutta e sola la mediocrità. Nemmeno i suoi genitori sembrano riconoscerne l’eccezionalità, tantomeno ne capiscono il disagio. Progressivamente alienata dai suoi affetti, Mercoledì decide di assecondare l’invito (e le mire nascoste) di Cyrus Strange, demiurgo e geniale inventore, che sostiene d’essere il vero padre biologico, mercè un supposto scambio di culla con annessi e connessi.
Segue adozione filiale di Mercoledì da parte di Cyrus, commiato poco commosso dai sedicenti genitori (gli Addams) e affiancamento nel laboratorio del nuovo papà (che ovviamente tale non è, ma solo un vile opportunista che vuol rubarle l’invenzione).
A stretto giro seguono quindi: scoperta delle subdole mire di Cyrus, pestaggio dello stesso con demolizione del laboratorio, salvataggio in extremis dei familiari (esatto, sempre gli Addams), ritorno alla normalità di zio Fenster (che stava trasformandosi in un polipo, con visibile miglioramento estetico), riconciliazione con ‘padre’ e ‘madre’ (non esattamente un’orgia di sentimenti).
Insomma, il tutto decisamente prevedibile o, come si dice in gergo, ampiamente ‘telefonato’, sia nel plot che nell’intento moraleggiante (amore filiale batte genialità due a zero), francamente piuttosto superficiale. C’è persino un non so che di plagio, o se preferite di imitazione: certa parte della storia ricorda abbastanza Cattivissimo Me 2.
Eventuali (ipotetici?) pregi del film van quindi cercati altrove: disegno non privo di gusto e di originalità, una certa “aria di famiglia”, nel tenere viva la tradizione degli Addams (leggasi: produttori in fuga dalle nuove idee) e la scena – abbastanza curata – della non-rissa con i motociclisti nella bettola in mezzo al deserto.
Nell’insieme un film senza particolari meriti, né demeriti, prevedibile e di una comicità scarsa, stentata e scricchiolante. Oliare il meccanismo, e riprovare per il meglio, prego.

Voto: 5,5

Davide Benedetto