La mia Ombra tua

03/07/2022

di Eugenio Cappuccio
con: Marco Giallini, Giuseppe Maggio, Isabella Ferrari, Claudio Bigagli, Leopoldo Mastelloni, Anna Manuelli, Sidy Diop

Il titolo è intrigante (anche se poco inerente alla storia raccontata) e Marco Giallini riempie la scena e sostiene il film con la sua presenza e il suo istrionismo. Ma per il resto il film di Eugenio Cappuccio tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Nesi non si capisce bene dove voglia andare a parare.
Discontinuo e fiacco, racconta un’amicizia improbabile tra due persone che più diverse non possono essere, racconta un amore imperituro negli anni, racconta la crisi creativa, ma si rigira su se stesso senza guizzi e raramente strappa il sorriso.
Un giovane neo laureato senza futuro viene incaricato a “far da guardia” ad uno scrittore ritiratosi in volontario eremitaggio da vent’anni dopo il successo del suo primo ed unico libro che aveva conquistato tutti. Rinato alla celebrità grazie ad una influencer lo scrittore è chiamato dopo vent’anni a rompere il silenzio e compito del ragazzo è stare attento che porti avanti l’atteso sequel. Il film si sviluppa così attraverso il viaggio dei due verso Milano dove lo scrittore è atteso dal pubblico, ma soprattutto dal suo antico amore, la donna che gli ha ispirato il romanzo.
In alcuni momento sembra di essere dalle parti di Il Sorpasso, per il contrasto tra i due personaggi in viaggio, uno cialtrone, incurante delle regole, vitale, l’altro impacciato, timido, spaventato dalla vita. Ma il paragone termina qui e la distanza tra i due film è abissale, tanto che recheremmo insulto al capolavoro di Risi a portarlo oltre. Lo spunto poi si affievolisce subito quando entra in scena l’amore del passato e il film prende un’altra svolta.
Tutto l’umorismo, o meglio i tentativi di umorismo, si riduce all’argomento sesso, così come la filosofia di vita del personaggio di Giallini.
In breve, un film che parte anche con buoni propositi (l’incontro tra due diverse generazioni, il giovane protagonista ha la sincerità di rinfacciare allo scrittore la vuotezza del mondo che gli è stato lasciato in eredità) ma che non riesce a far centro.

Voto: 5,5

Gabriella Aguzzi