La morte è un problema dei vivi

03/07/2024

di Teemu Nikki
con: Pekka Strang, Jari Virman, Elina Knihtilä, Hannamaija Nikander, Pihla Penttinen, Livo Tuuri

Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi. (Epicuro)

Al contrario di quel che scriveva al suo amico Meneceo il famoso filosofo greco summentovato, per i protagonisti finnici di questa tragicommedia nera la morte è più che un problema, passa dall'essere un lavoro, più o meno legale, a una necessaria via d'uscita nonché profonda dimostrazione d'amicizia. Perché se veramente dovessi scrivere in una parola “di che parla” questo film risponderei proprio: “amicizia”.

Risto gestisce in proprio un'azienda fallimentare di pompe funebri, ha un grave problema di dipendenza dal gioco d'azzardo che lo porta a essere bugiardo, ladro, odiato dalla moglie, iracondo; arriverà a puntare la sua stessa vita. Arto invece scopre casualmente di avere solo un residuo di materia cerebrale, pare che negli ultimi 100000 anni il cervello umano si sia ridotto di circa il 13% rispetto a quello dell'homo sapiens, ma il suo è un caso limite che lo porterà a essere lo zimbello di amici e parenti e addirittura a perdere il lavoro una volta che la notizia sarà di dominio pubblico. Ritrovatisi da vicini di casa soli davanti alla morte, i due si barcamenano come possono nel sottobosco borderline di una società altrimenti altamente organizzata e ordinata come quella finlandese, il contrasto stride fino a far ridere.

Arto fa riferimento a “studi scientifici” in una riunione a casa sua dove si vocifera della sua deficienza: afferma che “stare seduti è molto pericoloso” infatti le scimmie non lo fanno, quando cita il secondo studio di cui si sarebbe informato, un invitato piuttosto velenoso lo interrompe: “Hai letto una quantità di studi impressionante per uno a cui non piace stare seduto”.

Durante uno dei primi lavori in cui Risto chiederà una mano ad Arto (la battuta è involontaria), una volta saliti nel carro funebre, gli assicura che “l'importante è viaggiare davanti”, il successo dell'umorismo nero di cui è impregnato il film è tutto qui: nella spontaneità di certe battute, alcune delle quali neanche sarebbero tali, e nel modo in cui si guarda la morte in faccia, senza gli infiocchettamenti di cui si occupano proprio le onoranze funebri di solito. Anzi a volte sarà quasi disturbante vedere la vita gettata via ai margini di una discarica.

La musica, proprio come nella società scandinava, è parte importante della pellicola, Risto è un batterista e suonerà lui le note finali, la sua Volvo nera rimediata usata ha una cassetta di jazz sperimentale che stona parecchio col suo incedere funebre, infatti Arto gliene registrerà un'altra coi grandi successi del rock finnico anni '80, la colonna sonora è firmata dall'italiano Marco Biscarini, allievo di Ennio Morricone, l'opera è infatti una coproduzione italo-finlandese che vede la partecipazione della Regione Emilia-Romagna. Su è uscito già lo scorso settembre, mentre da noi sarà è nelle sale dal 4 luglio.

Voto: 7,5

Fabio Giagnoni