Occhiali Neri

22/02/2022

di Dario Argento
con: Ilenia Pastorelli, Asia Argento, Stacy Martin, Maria Rosaria Russo

A Roma, un’eclissi oscura il Sole in una torrida giornata di estate.

Presagio di un pessimo futuro che sta per abbattersi sulla protagonista Diana, una escort conturbante e magnetica, interpretata da un’efficace e convincente Ilenia Pastorelli, che si conferma una top player del nuovo cinema italiano, quando un misterioso e feroce serial killer la sceglie come suo prossimo obiettivo… Così ha inizio il nuovo attesissimo film di Dario Argento.
Diciamo subito che il film convince a pieni voti; un egregio film supportato da un’eccellente fotografia di Matteo Cocco e da una musica avvolgente del compositore  Louis Siciliano.
Quest’opera del Maestro del thriller-horror italiano segna il suo ritorno al thriller tout-court ma con forti venature horror che non guastano…
Dopo il passaggio a Berlino situato nelle sezione Berlinale Special Gala, Occhiali Neri arriverà nei cinema italiani con Vision Distribution il 24 febbraio.
Un film disturbante in una Roma avvolta in un buio esistenziale, dove tutti sono in pericolo, in un pericolo imminente ed oscuro…
Dario Argento aveva in cantiere questo progetto da 20 anni, per vari motivi non era riuscito a realizzarlo. Finalmente oggi ha visto la luce grazie all’intervento prezioso di sua figlia Asia, qui in veste anche di produttore associato, ma non solo: infatti copre anche un ruolo chiave all’interno del film.
Asia, un giorno trovandosi a casa del padre alla ricerca di documenti che le servivano per la sua autobiografia, si trovò in mano lo script di Occhiali Neri; folgorata corse dal papà Dario eccitatissima ed emozionata, convinta che bisognasse realizzare a tutti i costi il film…
E non si può assolutamente dare torto al fiuto artistico di Asia Argento poiché Occhiali Neri è un’opera forte, energeticamente feroce, densa di una violenza selvaggia e brutale che magari ai benpensanti farà storcere il naso ma per chi ama senza se e senza ma Dario Argento è una ventata d’aria pura ed il suo ritorno al cinema fa solo bene al cuore… Bentornato Maestro.

Voto: 8

Ettore Calvello

L’atteso ritorno al cinema di Dario Argento, dopo dieci anni da Dracula3D, ha scatenato un vivace dibattito tra fan e addetti ai lavori.
Le opinioni su Occhiali neri,  lasciano parecchio perplessi. Chi considera il film un felice ritorno, chi senza infamia senza lodi, chi non lo considera poi troppo differente dai precedenti e recenti insuccessi. E chi si spinge molto oltre, gridando al capolavoro.
Non vorrei essere così estremista, anche il confronto è il sale della democrazia, si dice spesso.
Diciamo subito che il riconoscere le virtù registiche della messinscena di Dario Argento, l’uso sapiente della fotografia, della truculenza, dell’effettismo più eccessivo non deve sorprendere più tanto.
Occhiali neri , da questo punto di vista, è un film che non manca certamente il bersaglio e porta orgogliosamente il suo marchio di fabbrica.
I grandi elogiatori non hanno, però, avuto il coraggio di dire che ci si poteva aspettare molto di più dopo dieci di anni di inattività sul grande schermo.
Quello che ormai è fin troppo evidente sono i segni inevitabili di stanchezza del Maestro, nel proporre temi-situazioni trite e ritrite, che fanno parte ormai di uno stile di maniera, ormai assolutamente scollato dal presente.
Certo, la sceneggiatura è stata ripescata e scritta nei tardi anni Novanta, ma non si poteva cercare di renderla ancora più attuale? Dario Argento, che il cinema lo sa fare bene, mette in scena qualcosa di sciatto e pigro, giusto per ottenere una sufficienza stiracchiata.
Ancora, quindi, una povera prostituta (manca soltanto che venga nominata “squillo”) che viene perseguitata da un maniaco alla Jack lo Squartatore, sempre con quel senso del proibito e della punizione vagamente retrò che mortifica tutta la categoria delle sex worker….Franco Ferrini, a questo proposito, (qui co-autore della sceneggiatura) realizzò sul tema, come regista, nel lontano 1987, Caramelle da uno sconosciuto, una pellicola modesta e stroncata,  che rivista oggi, al confronto, meriterebbe almeno un David di Donatello.
Fosse solo questo. Manca del tutto il colpo di scena, il trauma psicologico come movente, il consueto coup de theatre che spiazza, tipico di Argento. Ok, Occhiali neri potrebbe essere un discreto slasher-movie ma il maniaco, oltre a essere spudoratamente indovinabile, appare subito a viso scoperto alla metà del film.
La protagonista, Ilenia Pastorelli, dà una buona prova come attrice e interpreta con impegno una non vedente, ma non è una vera e propria action heroine credibile, tra la pietà e la tenerezza, fa da spalla a un bimbo cinese combinaguai, Andrea Zhang.
Lo spunto della ragazza cieca assediata, poi, non è nuovo e si ritrova anche nel film Terrore cieco (Blind Terror), di Richard Fleischer, del 1971.

Anche il tema della diversità in generale, è molto caro a Dario Argento e qui sembra che assuma ancora più importanza, tratteggiando una fiaba nera con molti risvolti di tenerezza e di umanità; tuttavia  non viene problematizzato a sufficienza da poter in qualche modo supplire alle carenze di sceneggiatura che dopo i primi sfolgoranti dieci minuti si perde per strada. Il risultato finale è qualcosa a metà tra una fiction strappalacrime e un action thriller confusamente definibile.
Forse Dario Argento conta molta sull’affetto personale dei fan e sulla sua anzianità per farsi perdonare molti errori. Un uomo che registicamente parlando è sempre stato avanti ai propri tempi, quando i critici tronfi, con la puzza sotto il naso lo massacravano, non poteva che fare piacere, perché si sapeva che il Maestro aveva fatto un buon film. Ora non più. Benché acclamato dal pubblico di mezzo mondo, sembra, talvolta, rimasto schiavo di se stesso, dei suoi sorpassati stereotipi. Ed è proprio questo l’errore più grave che non gli si può perdonare.
Qualcuno dovrebbe ricordargli che oggi vengono più frequentemente usati i labrador per guidare i ciechi…..ma lui per simpatia o distrazione utilizza lo stesso cane lupo di Suspiria, con lo stesso muso nero.

Voto: 5,5

Carlo Lock