
In un’America distopica, afflitta da problemi economici legati alla sovrappopolazione, il governo impone un giro di vite sulla sessualità prematrimoniale.
Controllati da un chip, i cittadini non possono avere rapporti intimi al di fuori della famiglia, se non una sola notte l’anno, quella in cui la nostra Ellie (Monica Barbaro) si prepara a conoscere il suo futuro partner, o semplicemente per un’avventura la cui durata non potrà superare le sette ore, al termine delle quali, il permesso di congiungersi termina e l’atto carnale ridiventa reato.
Il regista, Will Gluck, non prova nemmeno a nascondere la propria passione per “La notte del giudizio”, film drammatico e fantapolitico di James De Monaco, del 2013, ma qui ripropone il tema del divieto antidemocratico in chiave di commedia rosa e piccante.
La pellicola, che molti giudicheranno ‘tradizionalista’, ci propone un bel ragazzo, una bella ragazza e le loro parziali nudità, ultimamente bandite da un cinema puritano oltre ogni grado di sopportazione.
Eccoci, dunque, in un’America felice, senza proteste, nella quale tutti accettano di buon grado il nuovo ordine, ed è questo il punto debole della narrazione, se la protesta e la disobbedienza di alcuni sia una dinamica imprescindibile di ogni società.
Ma è un dettaglio da perdonare, all’interno di un paese- mondo che, in effetti, mostra segni di evidente ripresa, dopo l’entrata in vigore della restrizione.
Molti meno figli, più risorse per tutti e più desiderio di incontrarsi, rendendo speciale e di nuovo auspicabile il contatto umano, nell’era dei social, tramite la sua stessa proibizione.
Ottima l’idea di costruire una storia leggera sullo sfondo di una superpotenza in drammatico declino, rinnovando i valori della famiglia e dell’empatia, in cambio di una limitazione della libertà.
C’è molto più di quanto sembri, in “One night only”, e noi ne consigliamo la visione.
Voto: 7
Carlo Baroni