Onslaught - Assalto finale

30/09/2026

di Adam Wingard
con: Adria Arjona, Alex Pereira, Rebecca Hall, Dan Stevens

Malgrado l’inizio un po’ spiazzante che alimenta qualche speranza nello spettatore (una sequenza con un personaggio inquietante che potrebbe provenire da qualche bizzarra pellicola anni Settanta di Jesús Franco), “Onslaught - Assalto finale” rivela presto la sua natura: un film da vedere con bicchierone di popcorn e lattina di bibita gassata a portata di mano che un tempo sarebbe uscito direttamente per il mercato dell’home video.

A mettere in moto il meccanismo della narrazione e a motivare la minaccia affrontata dalla protagonista, uno spunto talmente logoro da far risultare faticose e avvilenti le citazioni di rimandi e di modelli (quanti laboratori in cui la sperimentazione spregiudicata produce risultati imprevisti e negativi sono stati portati sul grande schermo?).   

Discutibili, inoltre, le scelte di regia: il film sembra compiacersi della propria truculenza spinta all’eccesso, con massacri e spargimenti di sangue in abbondanza; tuttavia, la macchina da presa arretra di fronte alla messa in scena dei delitti e i corpi martoriati non vengono mostrati; un cortocircuito poco coraggioso e un po’ disonesto, insomma, che lascia fuori dall’inquadratura le immagini realmente disturbanti. 

La suspense non latita e qualche momento risulta morbosamente godibile, ma è impossibile ravvisare un barlume di originalità durante l’ora e mezza di durata. 

Più vicino all’horror che all’“action movie”, con i tre corpulenti soldati mutanti come strano ibrido di Jason Voorhees e di Michael Myers (a cui si aggiunge un tocco di Leatherface), “Onslaught - Assalto finale” intrattiene senza però avere niente di memorabile, nonostante una protagonista che si impegna come può per risultare credibile. 

Inutile far riferimento al debito nei confronti di John Carpenter per l’impianto della storia. Più che altro, a noi la combattiva Celeste Cross, interpretata con trasporto da Adria Arjona, ha ricordato la grintosa Jenette Goldstein di “Aliens - Scontro finale”; se nel sequel di James Cameron fosse stata lei a proteggere maternamente la piccola Newt, invece di Ellen Ripley/ Sigourney Weaver, il nesso con la donna che nel film di Wingard lotta per difendere la figlia sarebbe stato sottile ma plausibile. 

Usa e getta: vedere e passare oltre. 

Voto: 5,5

Andrea Salacone