
L’ Orcolat è una figura leggendaria friulana, un gigantesco orco che vive nelle viscere della terra, e dorme sotto una montagna. Non è cattivo, ma quando si risveglia fa tremare tutta la terra e, muovendosi, la devasta: ecco il perché di tanti terremoti. 50 anni fa, gli ultimi due, che hanno raso al suolo cittadine e paesi come Gemona, Trasaghis, Bordano, Osoppo, Buja. Ma il popolo friulano non si è piegato di fronte a tante difficoltà e lutti. Inizialmente aiutato da una mobilitazione solidale da tutto il mondo, poi con le proprie forze, si è rimboccato le maniche per non solo ricostruire ciò che è andato perduto (addirittura con precisione filologica, recuperando mura e chiese pietra per pietra, come nel caso di Venzone) ma ha colto l’occasione per inventare nuove imprese economiche e possibilità culturali (come l’ Università di Udine, fondata su una spinta popolare), uscendo così dallo stato marginale in cui si era fino ad allora trovato.
Tutto ciò, storia e leggenda, ci viene raccontato e fatto rivivere nel documentario intitolato per l’appunto Orcolat , che con le voci di Bruno Pizzul (intervistato e narratore d’eccellenza, mai troppo compianto) e di artisti e sportivi friulani, oltre che con filmati e telegiornali dell’epoca, riporta a quei mesi drammatici: un documento che non è solo cinema, ma anche memoria viva e identità, un film che fa conoscere ed amare una terra poetica, di confine, troppo poco celebrata dal nostro cinema, e un popolo forte e riservato.
Da oggi, 2 marzo, in programmazione nei cinema in elenco ( a cui altri si aggiungeranno) https://kublaifilm.it/orcolat_al_cinema/
Voto: 8
Elena Aguzzi