Padrenostro

24/09/2020

di Claudio Noce
con: Pierfrancesco Favino, Barbara Ronchi, Mattia Garaci, Francesco Gheghi, Anna Maria De Luca, Mario Pupella, Lea Favino, Eleonora De Luca

Il nuovo film di Claudio Noce PADRENOSTRO, premiato con la Coppa Volpi a PierFrancesco Favino alla 77’ Mostra d’Arte cinematografica di Venezia, è un atto di coraggio verso il cinema e la vita.
In PADRENOSTRO il regista racconta una storia ostica e per certi versi urticante elaborando un tragico evento del nostro recente passato che ha colpito  la sua famiglia e per il quale lui è stato profondamente traumatizzato.
Nel 1976 Alfonso Noce, padre del regista e vice-questore, a Roma subì un attentato da parte dei brigatisti del Nucleo armati proletari, nel quale persero la vita l’agente Prisco Palumbo ed il terrorista Martino Zecchinella, mentre il vice-questore rimase gravemente ferito ma si salvò. I genitori di Noce decisero di non condividere quest’evento terribile in famiglia e scelsero il silenzio con i figli; silenzio che non ha permesso nel corso degli anni a Claudio di elaborare questa specie di lutto.
Il film non è la cronaca realistica degli eventi né tantomeno una riflessione sugli anni di piombo ma piuttosto un’elaborazione fantastica ma non fantasiosa del regista.
Tutto il film è filtrato attraverso gli occhi di Valerio di 10 anni che assiste all’attentato subito dal padre ma non capisce molto ciò che è avvenuto, l’unica cosa che vede sono gli ultimi respiri del terrorista agonizzante, non vede il padre…
Evito di far troppo spoiler del film poiché merita, senza dubbio, d’esser visto e se racconto troppo non faccio un favore a chi ha dato anima e corpo all’opera;io,invece, apprezzo fortemente il lavoro registico di Claudio Noce, il suo cinema è coraggioso ed è realizzato con il cuore ed il cervello che di questi tempi, e non solo, sono oro colato nel cinema italiano, ma posso e voglio soltanto  dire che il piccolo Valerio incontra e fa amicizia con Christian, un tanto misterioso quanto sfuggente ragazzo, di poco più grande di lui, enigmatico ragazzo che sarà la chiave di volta per l’elaborazione del “lutto” di Valerio/Claudio Noce.
Pur restando un’opera importante e forte il film ha l’imperfezione d’esser un po' troppo ermetico in certi passaggi; come dicevo non è assolutamente un film sugli anni di piombo e non lo vuole essere bensì è un film su padri ‘’smarriti’’ e forse ritrovati o forse no, di genitori un po' assenti anche se colmi d’amore, ma che talvolta fanno scelte sbagliate ed a volte mortali, è, principalmente, un film sulla pacificazione attraverso il dolore, le lacrime ed il sangue.
Ottimi i giovanissimi interpreti Mattia Garaci e Francesco Gherchi che danno vita rispettivamente al protagonista Valerio e a Cristian, il ragazzo misterioso, per entrambi sarebbe stato ben aggiudicato il Premio Mastroianni, ma son certo che non mancherà occasione per riconoscere il loro talento.
Il resto del cast è composto da Barbara Ronchi, Antonio Gerardi, Paki Meduri, Giordano De Plano e per la prima volta sullo schermo  la piccola Lea Favino.
Un film intenso, difficile, che merita d’esser visto.

Voto: 7

Ettore Calvello