Spider-Man: Far from Home

17/07/2019

di Jon Watts
con: Tom Holland, Jake Gyllenhaal, Zendaya, Marisa Tomei, Cobie Smulders, Michael Keaton, Samuel L. Jackson

Una classe di liceo in gita scolastica, un adolescente imbranato (Peter Parker, al secolo un Tom Holland più ciuffo che mai), disperatamente innamorato della ragazza dell’ultimo banco (MJ,  al secolo un’imbronciatissima Zendaya) e in cerca dell’occasione per il primo bacio, e poi professori inevitabilmente provinciali e incapaci, un nerd paffutissimo per amico, una zia-mamma-amica, single ma non troppo. Insomma una vita normale, normali ansie e frustrazioni.

E invece no, perché Venezia, Praga e poi Londra, percorse dalla scolaresca un po’ annoiata e un po’ coatta, diventano teatro dello scontro ‘titanico’ tra un riluttante Spiderman (che vorrebbe tanto dedicarsi solo alla sua fiamma) e le creature gigantesche e devastanti (povero Ponte di Rialto! E poveri turisti sui vaporetti…), a cui solo il misterioso Mysterio (sic) riesce a tenere testa coraggiosamente. Coinvolto suo malgrado da Nick Fury nella collaborazione con Mysterio, Peter finirà per cedergli, perché più meritevole di lui (o forse perché ha altro per la testa) i potenti occhiali digitali – ultimo lascito di Tony Stark - che permettono di controllare il potentissimo computer/sistema d’arma EDITH.
Ovviamente le cose non stanno come sembrano, la realtà non è come appare, e i colpi di scena si sprecano.

Adolescente fra gli adolescenti, questo Peter Parker sembra perennemente  in bilico tra l’aspettativa di una normalità decisamente poco credibile (mamma-zia, scuola, fidanzatina ecc.) e l’esercizio riluttante dei suoi superpoteri, ormai quasi un segreto di Pulcinella: lo sa la zia, lo sa l’amico Nerd, lo saprà MJ, per non parlare degli alleati in quota Avengers e – prima o poi – di tutti quelli che giocano nella squadra dei cattivi.

Ma il gioco della doppia identità, della doppia vita e del conflitto tra desiderio e responsabilità (“da grandi poteri derivano grandi responsabilità” – zio Ben dixit) è qui ormai logoro, stiracchiato: troppo spremuto, troppo usato – e malamente – per alimentare un’ipotetica tensione morale del personaggio, che il pubblico di fatto scavalca e ignora per concentrarsi sull’azione pura e semplice, sugli effetti speciali (si dice ancora così?), che per carità, niente da dire, incredibili per quanto sono credibili, ma insomma, vorremmo altro: vorremmo una storia. Che qui proprio non c’è.

E allora siamo all’emozione visiva pura, che a tratti funziona superbamente: magnifica la scena onirica degli specchi, con tutto quel che c’è intorno, trasposizione finalmente e realmente fedele allo spirito fumettistico del Mysterio originale. Ma non si va oltre, anche perché lo stesso Tom Holland si adagia tranquillamente in un copione fiacco, con dialoghi ai limiti dell’insulsaggine (vedi le chiacchiere da retrobottega con l’amico nerd, fulgido esempio di banalizzazione totale…). Nulla c’è dello “Spidey” sarcastico e indomabile, amato sulle pagine dei fumetti e raramente ben colto dai film della Marvel, che sempre preferiscono indugiare compiacenti sullo stereotipo dell’adolescente verginello e imbranato.

 Il colmo è poi questo continuo raschiare il fondo del barile, nel tentativo di rimpolpare la non-storia con allusioni e rimandi (o meglio, rimbalzi) agli altri più blasonati protagonisti della saga Avengers: e allora avanti a comparsate, battute, flash back, rimandi vari.

Francamente evitabile, se non anche da dimenticare, questo “Spiderman – Far from Home” (per non titolarlo, più correttamente, “L’Uomo Ragno alla gita del liceo”) si aggiunge fatalmente alla pila del già visto, in attesa del prossimo (evitabilissimo) seguito.

Voto: 4,5

Davide Benedetto