Una donna promettente

23/06/2021

di Emerald Fennell
con: Carey Mulligan, Bo Burnham, Alison Brie, Clancy Brown, Jennifer Coolidge, Adam Brody, Alfred Molina

Una donna promettente non è una ragazza (c’è anche l’aggettivo young nel titolo originale) in particolare, potrebbe essere la protagonista o l’amica sfortunata per cui cerca vendetta, ma si attaglia molto bene anche all’empatica e smaliziata collega nera della nostra antieroina Cassie o in generale a tutte quelle adolescenti con determinati talenti che vengono inibiti da esperienze traumatiche, se non peggio.
Le scene iniziali girate nel campus con le Spice Girls in sottofondo e le prime parole che si odono “I was busy thinkin about boys” (“Sono stata occupata a pensare ai ragazzi”) richiamano subito i classici high school movies a stelle e strisce per un pubblico più giovane, ma ben presto la musica cambia e ci rendiamo conto che la protagonista finge solamente di essere una potenziale vittima di predatori in cerca di ragazze ubriache nei locali per ottenere sesso facile, ma in realtà sono loro le inconsapevoli prede di uno schema ben collaudato: farsi portare a casa del vile stupratore di turno fingendosi incosciente, farlo arrivare a metterle le mani addosso mentre gli nega il consenso per poi trattarlo come merita.
La giovane regista britannica Emerald Lilly Fennell è una maestra nell’alternare scene apparentemente tranquille ma raccapriccianti, come Cassie che la mattina successiva a una spedizione punitiva delle sue stringe un dolcetto che sbocconcella in una mano che gronda sangue, ad altre in cui viene a galla tutta la fragilità di una giovane ferita interiormente, come quando l’inquadratura scende sulla sua esile schiena coperta solo da una leggera maglia bianca a roselline. Tutto ciò non può non riportare subito alla mente di chi lo vide quel cult sulla pedofilia che fu Hard candy (2005), anch’esso basato sulla logica del contrappasso, la Fennell, stavolta nelle vesti di sceneggiatrice premiata durante gli ultimi Oscar, deve averlo avuto ben presente nella scrittura della sua opera d’esordio dietro la macchina da presa.
Cassie decide di compiere questa missione a discapito della sua vita personale, lei si sente l’angelo vendicatore della sua amica con tanto di ali ai lati della testiera del suo letto, questo grande impegno la porta a trascurare la sua vita: si presenta svogliata al lavoretto in un bar, non ha alcuna sana relazione con l’altro sesso, vive ancora a casa dei genitori che comunque la invitano a riflettere sulla staticità della sua vita, ben rappresentata da un palloncino rosso nella sua stanza fermo sul soffitto.
Un punto di svolta sembra incarnarsi in un mite ragazzone, suo ex collega durante gli studi di medicina, che frequenta il bar dove lavora e arriva a farsi sputare da lei nel caffè, pur di cercare di stupirla. Lui è dolce, vivace, presente e rassicurante (“Posso andarci piano”), ma evidentemente non abbastanza da distrarla dai suoi intenti.
La seconda parte del lungometraggio di poco meno di due ore è suddivisa in quattro capitoli che scandiscono la rivalsa sugli aguzzini dell’amica del cuore Nina, Cassie usa tutta la furbizia di cui dispone per introdursi al festino di addio al celibato di uno di loro, riesce a trovarsi sola col principale responsabile che prova a difendere le sue orribili colpe dicendo che all’epoca viveva in un perenne stato di blackout dovuto all’ingente consumo di alcolici, una patetica scusa che sarà sbugiardata dalle sue stesse azioni successive, coronate da un macabro falò d’idioti in odore di omosessualità repressa.
Una menzione speciale va all’ottima recitazione di Carey Mulligan, qui all’esordio come produttrice, la ricordavo nella prova che diede a fianco di Ryan Goslin in Drive (2011), ma qui si supera, non ha vinto l’Oscar, però ha collezionato svariati altri premi come miglior attrice protagonista ai Critic’s Choice Awards, Independent Spirit Awards e ai Premi delle Associazioni dei critici delle città di Los Angeles e San Diego.
Il film è dello scorso anno, cause di forza maggiore a parte, sarebbe già dovuto uscire nelle sale italiane il 13 maggio, ma problemi con il doppiaggio ne hanno ritardato la distribuzione fino al 24 giugno.
La morale, in fondo, è semplice: pensateci bene prima di fare gratuitamente del male a una ragazza, il suo cuore potrebbe rimanere infranto per sempre.

Voto: 6,5

Fabio Giagnoni