Il Re Leone

17/07/2019

di Jon Favreau
con:

Sorge il sole e tutti gli animali si svegliano per animare la savana. Non c'è dubbio, fin dalle prime scene Il Re Leone è grande spettacolo, capace di catturare lo spettatore per l’estremo realismo delle scene. Tutto sembra reale e pieno di vita, un effetto che è stato possibile ottenere grazie a sofisticate tecnologie all’avanguardia, applicate alla realtà virtuale, che uniscono riprese reali e immagini fotorealistiche generate al computer. «È come una magia – sintetizza il regista Jon Favreau -. Stiamo reinventando il medium cinematografico». Solo animali, che corrono, galoppano, giocano, si contrappongono, dando vita a un gigantesco, affascinante mondo animale, dove l'essere umano  - quello a due gambe, per intenderci - è invece totalmente assente, ma non se ne sente la mancanza (il film è comunque definito live action).
Da un promontorio roccioso, la Rupe del Re, vediamo protendersi re Mufasa che presenta a tutti il figlio Simba: sarà il prossimo re leone. Questo contro le aspettative di Scar, fratello di Mufasa, che si allea con le eterne nemiche dei leoni, le iene, per uccidere Simba. A chi non ricorda la storia lasciamo il piacere di scoprirla e di vedere i tanti animali che vengono coinvolti.
Aldilà di questo, molte sono le possibili considerazioni che si affacciano (oltre all’interesse per la realizzazione). A cominciare da quella legata all’etologia, perché non è raro che un gruppo di iene assalga un leoncino isolato (il nostro Simba), pensando a un lauto pranzo, ma se i leoni sono due la situazione si ribalta. Poco importa che gli animali selvatici abbiano istinti riconducibili a pochi verbi. Questi, protagonisti del Re Leone, hanno sentimenti e comportamenti vicini a quelli umani, un aspetto che in un film ne accentuano la spettacolarità. Affiorano il sentimento paterno e la voglia di proteggere il figlio, la gelosia, il servilismo, la curiosità, il desiderio di disubbidire per scoprire il mondo, ma anche l’avversione al bullismo, il trionfo della correttezza e della capacità di amare. E su tutto, il cerchio della vita, anche tema della canzone più importante.
Sentimenti antropomorfi, ma comunque comportamenti che rispettano la natura degli animali. Così Simba cucciolo è adorabile, ma gioca con gli amici - qualunque sia la loro natura - come un leone e presto lo diventa. Evidente dunque che un leoncino non può sostituire il beagle come compagno di giochi dei bambini.
Se sentimenti e comportamenti sono sufficientemente contrapposti, ugualmente lo sono scenografie e musica: le cattive, le iene, si muovono in un ambiente scuro e inquietante con un sottofondo musicale cupo, mentre i personaggi positivi si muovono in ambienti illuminati dal sole e con canzoni allegre. Insieme, Il Re Leone è anche grande azione, con quel tanto di brivido che gli scontri possono suscitare, in grado di conquistare il pubblico di tutte le età.
Un'altra lettura possibile è di genere storico, perché Mufasa ricorda Carlo V quando dice che sul suo regno non tramonta il sole, mentre la lotta tra Scar e il fratello ricorda quella tra Romolo e Remo con relativa uccisione, E ancora, il futuro re è in esilio, mentre il trono è usurpato da altri. E l'incoronazione del re induce a ricordare quella di Napoleone o di Carlo Magno, fatte le debite proporzioni anche in fatto di età. Lettura ardita? Ma questo è un grande spettacolo e come tale è logico stimoli più di una riflessione.
Ugualmente spettacolare è il calibro degli attori chiamati a dar voce in italiano ai diversi personaggi. Troviamo Luca Ward che dà la voce a Mufasa, Massimo Popolizio (Scar), Edoardo Leo, Stefano Fresi, Elisa (Nala, amica di Simba). La voce di Simba è di Marco Mengoni, che ha assistito alla premiere mondiale a Los Angeles insieme a Beyoncé, Donald Glover e il regista Jon Favreau. Per la star del pop italiano è stata anche l'occasione per festeggiare i 10 anni di carriera con 50 dischi di platino e un tour sold out in Italia ed Europa con oltre 200mila biglietti venduti.
Notevole anche la colonna sonora che comprende, tra l’altro, due canzoni molto significative, già sentite nella versione cartoons. Con “Hakuna Matata” i simpatici Timon e Pumbaa, un suricato e un facocero, insegnano a Simba a superare i problemi del passato per vivere il presente. “Il leone si è addormentato” è invece originariamente una canzone degli anni ’60.
Il regista Jon Favreau è anche tra gli attori di “Spider-Man: Far From Home”, ora al cinema, nel ruolo di Harold "Happy" Hogan.
Il Re Leone è nei cinema italiani dal 21 agosto 2019, anche in 3D, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Voto: 8

Valeria Prina