A House of Dynamite

23/10/2025

di Kathryn Bigelow
con: Rebecca Ferguson, Idris Elba, Anthony Ramos

Torna la Kathryn Bigelow fortemente incentrata sul dramma politico, e in un periodo storico in cui l’unica ossessione dei governi sembra essere quella di reperire al più presto una bomba atomica, anche usata, cosa potrà mai andare storto? Qualcuno attacca gli Stati Uniti con un missile a testata nucleare. Possibile? Semplicemente impensabile. E dire che il sottotitolo di questa fatica cinematografica è 'Non se. Quando.' Ovvero, accadrà senza dubbio. Ovvero, fantascienza. Nessuno vorrebbe trovarsi addosso, in automatica risposta, tutti e quattro i cavalieri dell'apocalisse. Ma chi ha compiuto la mossa geniale di attaccare proprio gli Stati Uniti? Corea del Nord? Russia? Cina? Kazakistan? Non lo sappiamo. Ci tocca la sospensione dell'incredulità fin dalle prima battute e dobbiamo accettare l'idea che l'America di Starlink non sia in grado di stabilire da quale potenza straniera arrivi la botta. Quanto è bella Rebecca Ferguson, quanto lo è di meno il film. Siamo lontani anni luce da The Hurt Locker, ci assestiamo fra Zero Dark Thirty e, per noia narrativa, a Il mistero dell'acqua. Si corre, lungo la pellicola, si grida, si dicono cose a caso quali 'Forse ci hanno attaccati per sbaglio.', si urla e ci si precipita ovunque tanto che, alla mezz’ora, vien da abbracciare il fatalismo e lasciare che le nostre inutili vite abbiano il destino che meritano,  vuoi solo per il sollievo di sedersi un attimo e di bere un tè freddo in santa pace. Pace? No, non è una condizione che ispira molto la nostra regista, polemica si’, ma armi e guerre sono il suo pane. Ecco irrompere un giovanissimo praticante che sembra sapere tutto (lo stereotipo a stelle e strisce per antonomasia) e avere una linea diretta con il Cremlino, pur non contando nulla. Idris Elba, nei panni di un presidente già visto, gioca bene a basket, al pari di Obama, però nell'ora più buia per l'unico impero del pianeta e alle soglie di un conflitto dalle proporzioni devastanti, si sente rispondere da una sua assistente: 'Sono in vacanza.' Katherine vorrebbe introdurci nelle stanze del potere, vorrebbe incarnarsi nella onnisciente Oriana Fallaci d’oltre oceano, ma in quelle segrete non ci è mai stata nemmeno lei, anche se possiamo dare per scontato il cinismo con cui descrive chi le abita. L'America è in declino, l'Europa anche, non siamo più nemmeno amici, c’è tanto da raccontare, però, stavolta, la Bigelow propone un prodotto televisivo da seconda serata, proprio negli anni che più di tutti dovrebbero vederla impugnare il suo secondo Oscar. Non va bene quasi niente, non basta l'adrenalina, anzi ne vorremmo di meno, e non basta neppure la scomposizione temporale frenetica dei soli venti minuti che separano il pianeta dall'abisso.

Voto: 5

Carlo Baroni